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Tutte le volte in cui ho scritto ti amo

Ciao a tutti 😊

Eccomi di nuovo, finalmente, e la prima recensione di Ottobre è dedicata a un film per ragazzi!


Titolo Tutte le volte in cui ho scritto ti amo Titolo originale To All the Boys I’ve Loved Before Regia Susan Johnson Anno 2018 Genere Sentimentale Lingua Inglese Paese di produzione Stati Uniti d’America Soggetto Jenny Han Sceneggiatura Sofia Alvarez Cast Lana Condor, Noah Centineo, Israel Broussard, Janel Parrish, Anna Cathcart, John Corbett, Madeleine Arthur, Trezzo Mahoro, King Bach, Emilija Baranac, Kelcey Mawema, Joey Pacheco, Jordan Burtchett, Edward Kewin


Lara Jean ha due segreti: è innamorata del ragazzo di sua sorella, nonché suo migliore amico; ha scritto cinque lettere negli anni, a cinque diversi ragazzi, nelle quali confessa a ognuna delle sue cotte i suoi sentimenti. E un bel giorno, quando sua sorella parte per il college lasciando il suo ragazzo, quelle cinque lettere svaniscono.

Una tragedia! Ma come Lara scoprirà solo il giorno dopo, non è che quei messaggi hanno misteriosamente preso il volo. No, qualcuno ha volontariamente spedito le cinque lettere, per dare una bella scossa alla sua vita, una scossa che lei è costretta a complicare per non dover affrontare il suo migliore amico, destinatario anche lui di una lettera. E complicarla significa baciare il ragazzo della sua ex-amica e fingere di uscire con lui. Tutte le volte in cui ho scritto ti amo è un film adolescenziale sul prendere in mano la propria vita e decidere come la si vuole (scusate il gioco di parole) vivere, sulla decisione se restare a guardare o se buttarsi nella mischia con tutti gli altri, rischiando anche di farsi male a volte. Una possibilità che Lara Jean non è poi così sicura di voler affrontare. L’ho trovato carino, semplice e vagamente scontato nei ruoli dei diversi personaggi, ma questo nulla toglie alla godibilità della storia in se, che vira anche verso una complessa caratterizzazione dei personaggi principali, Lara Jean e il suo finto ragazzo Peter, dando loro delle condizioni familiari non difficili ma nemmeno idilliache, raccontando la quotidianità di due adolescenti normali, con i loro problemi, le gioie e i dolori che tutti possiamo comprendere. E questo, l’idea della non perfezione delle vite dei protagonisti, è uno degli aspetti che più mi è piaciuto e che è un marchio di fabbrica delle produzioni targate Netflix, come a voler dire che non esistono gli stereotipi da film tutti perfetti e intoccabili dalle “tragedie”, che la vita non può essere ridotta a dei cliché, nemmeno quando si sta girando un film su due adolescenti e pensato per gli adolescenti. Ovvio, non ha pretese di alta riflessione sociale, etica o culturale, però ci tiene con i piedi per terra anche quando si tratta della più classica trama romantica, giusto per ricordare che nulla funziona per compartimenti stagni, nemmeno una commedia rosa per ragazzi.

Come vi ho scritto qualche riga più su, è film carino, che alla fine si rispecchia nelle esperienze di ognuno di noi con le varie cotte adolescenziali 😊 Quindi vi chiedo: voi cosa avreste fatto se, alla vostra cotta di turno, fosse arrivata una lettera/confessione? Io credo che me la sarei data a gambe levate!

Sono curiosa di sentire i vostri “E se…”. Federica 💋

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