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  • Immagine del redattorefedecaglioni

“True West” [1984]

Ciao a tutti!

Quest’oggi vi ripropongo un attore che adoro, John Malkovich, in una trasposizione di un dramma (moderno) tra fratelli.


Titolo True West Regia Gary Sinise Anno 1984 Genere Dramma Lingua Inglese   Paese di produzione Stati Uniti d’America Soggetto&Sceneggiatura Sam Shepard Cast John Malkovich, Gary Sinise, Sam Schacht, Margaret Thomson

È la storia di due fratelli: Lee ed Austin. Lee è un piccolo criminale, un opportunista ed è in mezzo alle lotte con cani mentre Austin è un bravo sceneggiatore con una moglie e dei figli, due fratelli e due vite completamente diverse. Fra di loro non c’è un vero rapporto familiare come nemmeno fra loro ed il padre. Austin e Lee si occupano di sorvegliare la casa della madre, mentre è in vacanza. Lee, che si trasferisce a vivere nella casa della madre, vuole solo essere lasciato in pace ma Austin si preoccupa per il quartiere vedendo nel fratello solo un ladro. L’arrivo di un produttore nella città cambierà ogni cosa, sembra infatti molto più interessato alla storia vera di Lee che alle finte sceneggiature di Austin.


Il rapporto di amore e odio tra fratelli è un classico in ogni ambito artistico, dalla letteratura alla pittura e al cinema, come in questo caso. Qui, però, Caino e Abele quasi si scambiano i ruoli. Austin, figlio modello, sposato e con un lavoro stabile, viene incaricato dalla madre di tenerle d’occhio le piante mentre lei è in vacanza. Approfittando della casa vuota, Austin occupa il tempo lavorando a una sceneggiatura da proporre a un produttore di Hollywood, ma l’arrivo del fratello maggiore Lee (un ladro e perdigiorno), e la sua pretesa di presentare una seconda sceneggiatura allo stesso produttore, manda la vita di Austin completamente a rotoli.

Giocando sulla rivalità tra fratelli (prima con il successo dell’idea di Lee su quella di Austin con il produttore cinematografico, poi con il decretare chi tra i due sia più bravo a svolgere il lavoro dell’altro), questo dramma racconta l’esasperazione della generazione americana di fronte al suo stesso fallimento. Austin e Lee, entrambi a modo loro, vedono fallire ogni tentativo di successo che mettono in pratica, scatenando un effetto domino che distrugge le loro vite. Ma se per Lee questo non riuscire in niente è dato per scontato, il fallimento di Austin e del suo duro lavoro genera nel personaggio un tracollo totale, che lo porta a prendere il ruolo di suo fratello (è infatti Austin a darsi ai furti, mentre Lee cerca di scrivere una sceneggiatura). Qui, come ho detto all’inizio, Caino (Lee) e Abele (Austin) si scambiano di posto, in cui è il più “debole” ad usare la violenza per avere la meglio sull’altro. È una scelta interessante, che grazie alle interpretazioni di John Malkovich e Gary Sinise riesce perfettamente a mostrare la tragicità dei personaggi e delle loro situazioni, in un tema che diventa nuovamente attuale se applicato nel contesto sociale degli anni ‘80, periodo in cui la disillusione era talmente forte da non poter essere contrastata nemmeno dall’impegno, surclassato qui dalla furbizia e dall’ingiustizia.

Ok, per quanto io adori Malkovich, questo film va un po’ oltre il mio gusto, anche perché, va bene la rivalità, ma questo rapporto tra fratelli un po’ … Non so… Troppo. Voi che dite?

A domani Federica 💋

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