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“Streamers” [1983]

Lunedì 😊 Buongiorno!

Oggi chiudo con l’ultimo film dei cinque che ho dovuto guardare per un esame ed è quello più impegnativo, secondo me.


Titolo Streamers Regia Robert Altman Anno 1983 Genere Dramma Lingua Inglese Paese di produzione Stati Uniti d’America Soggetto&Sceneggiatura David Rabe Cast Matthew Modine, Michael Wright, Mitchell Lichtenstein, David Alan Grier, Guy Boyd, George Dzundza, Albert Macklin, B. J. Cleveland, Bill Allen, Paul Lazar, Phil Ward, Terry McIlvain, Todd Savell, Mark Fickert, Dustye Winniford


Tra i film che vi sto proponendo questo è quello più esplicito nella critica sociale. Streamers (che letteralmente indica le stelle filanti, ma in questo film è il corpo dei paracadutisti dell’esercito – che, cadendo quando il paracadute non funziona, assomigliano a delle stelle filanti) si sviluppa come una critica alla guerra in Vietnam, ai pregiudizi sociali nei confronti delle persone di colore e dei gay, alla degenerazione mentale dovuta alle conseguenze della guerra.

L’ambientazione è semplice, una camerata lunga e le stanze annesse che non si vedono praticamente mai, ma sono le interazioni tra i giovani commilitoni Billy, Richie, Roger e Carlyle ad essere il centro di due ore di film, con le diverse concezioni della società e le opposte idee sulla guerra e l’omosessualità. Anche la trama è semplice e partendo dalle sottili avance che Richie fa spesso a Billy, i due, insieme al soldato di colore Roger, si ritrovano a discutere di gay e atteggiamenti effemminati, se e quali segnali distinguano omo- e eterosessuali, costruendo un equilibrio precario tra posizioni pro e contro, un equilibrio rotto dall’arrivo di Carlyle, secondo soldato di colore mentalmente instabile a causa della guerra. Con Carlyle e i suoi comportamenti violenti, il gruppo finisce con lo sfaldarsi, arrivando a uno scontro tra lui e Billy e a un tragico epilogo. Tutto estremamente semplice per raccontare dei temi per niente facili. La guerra in Vietnam prima di tutto, aspramente criticata come fonte di disturbi e scontri sociali, ma anche la discriminazione ancora pressante dei neri e, soprattutto, degli omosessuali, descritti come deviati, geneticamente diversi e sbagliati. David Rabe, l’autore del dramma teatrale, rivede qui portati in scena il proprio criticismo attualizzato alla metà degli anni ‘80, dove gli americani (nello spirito tipico della loro cultura) rivedono con occhio critico le decisioni prese negli anni precedenti. 

Io sono appassionata del periodo e della guerra in Vietnam e questo è un film decisamente impegnativo, che mi è piaciuto di più tra tutti quelli che vi ho proposto in questi ultimi dieci giorni. Ora basta 😄 Ho finito i Classici tra i temi americani!

Domani si ritorna con i libri e le loro recensioni!

Federica 💋

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