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[Review Party] "Love in English" di Maria E. Andreu

Buongiorno e buon mercoledì!


Oggi ho il fantastico piacere di partecipare al Review Party di Love in English di Maria E. Andreu, pubblicato da HarperCollins (che ringrazio tantissimo per la copia del romanzo)! Prontə a scoprire la storia di Ana?

Titolo

Love in English

Titolo originale

Love in English

Autore

Maria E. Andreu

Traduzione

M. Carozzi

Editore

HarperCollins

Pubblicazione

Maggio 2022

Genere

Narrativa, Young Adult

Formato

Cartaceo (16,90€) ~ Digitale (6.99€)

Pagine

288

Acquisto

Sito editore

Ana ha sedici anni e per lei, che scrive poesie, le parole hanno sempre avuto un fascino particolare. Ma da quando ha lasciato l’Argentina per trasferirsi con la famiglia nel New Jersey tutto le sembra tremendamente estraneo e distante dal suo mondo. Di colpo, anche esprimere ciò che prova è diventato difficile, e ha quasi la sensazione che quella nuova lingua, che non comprende e con cui si ritrova a combattere ogni giorno, la stia allontanando dalla sua identità. Solo quando incontra Neo, con il suo accento greco e il suo “glossario della felicità”, Ana si rende conto che conoscere una lingua significa molto più che saperla parlare. Significa raggiungere gli altri con la poesia del proprio cuore. Un romanzo pieno di dolcezza e a tratti lirico che intreccia temi come l’immigrazione e l’identità culturale alla ricerca della propria voce quando la lingua che si parla non è quella natia.

Ana ha lasciato tutto ciò che conosceva per vivere la fortuna degli americani. Arrivata dall’Argentina in New Jersey con sua mamma, e ritrovato il papà partito quattro anni prima per creare loro una sistemazione confortevole, è per lei un distacco troppo traumatico immergersi in una nuova vita dove deve “parlare solo in inglese”, una lingua per lei misteriosa e difficile da comprendere.

Soprattutto quando inizia la scuola, invasa da una cacofonia di suoni incomprensibili che portano Ana a sentirsi isolata, sola e sempre in imbarazzo quando le rivolgono la parola e lei non capisce, fraintende, sbaglia e avverte crescere la frustrazione verso una lingua e delle parole inafferrabili, quando con lo spagnolo era tutto più facile e automatico. Quando lo spagnolo le permetteva di essere una poetessa.

Per fortuna però c’è la classe di ESL – English as Second Language, un luogo diverso da come si era immaginata ma che, grazie all’insegnante Mr. T e ai compagni internazionali si trasforma per lei in una specie di rifugio.

Là fuori, mi sento addosso quell’indefinibile sentore di “straniero”, come se tutti potessero in qualche modo percepire che non sono di qui.

Poi però il suo inglese inizia a migliorare, stringe le prime amicizie e il suo mondo si amplia. Con Altagracia, anche lei di madrelingua spagnola, Harrison e Neo, compagni di classe a matematica (il primo) e a ESL (il secondo), Ana inizia a scoprire il mondo americano e a integrarsi, a comprendere parole, frasi e modi di dire che prima la facevano sentire spaesata e incapace di capire perché usassero certe frasi per lei senza senso. È per Ana anche il momento delle prime cotte e con Harrison lo è a prima vista, lui che è il classico ragazzo americano riproposto in ogni film per ragazzi, poco ferrato in matematica che trova in Ana la sua guida e anche una ragazza interessante.

O almeno è quello che le sembra di capire dalle sue parole e dai suoi gesti, due cose che spesso con Harrison non riesce ad afferrare appieno.

Con Neo, invece, non è così. In coppia con lui a ESL sin dal primo giorno, grazie agli incarichi e a una lista di film che Mr. T suggerisce loro di guardare per entrare in contatto con il mondo americano, Ana trova in questo ragazzo cipriota che vuole fare l’architetto un’anima affine con il quale scoprire il mondo sconosciuto in cui si sono ritrovati a vivere e le loro nazioni d’origine, sviluppando un’amicizia che cresce e si trasforma in qualcosa di più, qualcosa che Ana non riesce a definire perché le mancano le parole.

Ed è una lacuna che ingarbuglia la sua vita sempre di più, finché… beh, finché ogni nodo non viene al pettine e allora Ana le parole le deve trovare se non vuole perdere tutto ciò che ha costruito, se non vuole dimenticare la ragazza che era quando viveva in Argentina ed esprimersi era più facile.

È la sensazione ingarbugliata di quando vuoi che qualcuno o qualcosa ti sia vicino, sia tu, e più cerchi di scacciare il pensiero, più ritorna.

Leggere Love in English è stata un’esperienza di cui non credevo di aver bisogno ma che invece mi ha regalato tanto. È stato facile immedesimarmi in Ana, nonostante la differenza d’età con lei, e capire le sue difficoltà nell’inserirsi nella nuova scuola, nel comprendere ciò che le viene detto e chiesto, perché chi parla una lingua straniera sa quanto è difficile arrivare a padroneggiarla bene come la propria, conosce la frustrazione nel non saper dire qualcosa che però conosci, solo in un’altra lingua.

Anche se non si hanno 16 anni come Ana, la sua tenacia, lo spaesamento e lo sconforto ce la fanno sentire vicina, ci permettono di trovare quel punto di contatto che ci fa entrare nella storia e ci permette di viverla attraverso i suoi occhi, anche grazie a una narrazione in prima persona che ci trasporta all’interno del suo non capire. E lo fa anche da un punto di vista grafico, usando i ########### per segnalare quelle parole che non capisce, un espediente che rende appieno l’esperienza sia linguistica (ho trovato esasperante e divertente cercare di riempire i buchi a modo mio) sia uditiva (anche se per chi legge è visava) di questa sedicenne non del tutto pratica di inglese. Una presenza che, man mano il libro/il tempo scorre, si fa sempre più rada, portandoci a cogliere l’evoluzione di Ana sia come English speaker, sia come persona forgiata da quella lingua e dalle persone che, bene o male, la parlano.

Amo il modo in cui mi fai sentire a casa.

Ci sono due cose che ho adorato più di tutte in questo libro: le poesie di Ana, in cui riflette sul suo rapporto con l’inglese e con le sensazioni che l’America, Harrison e Neo la portano a vivere. Raccontano la sua evoluzione ed è una crescita lenta anche qui, fatta di tentativi e cadute, di cose taciute e parole espresse male che la portano a scoprire un nuovo lato di sé, la poetessa in una lingua che forse non le appartiene e che ha comunque tanto in comune con ciò che già conosce e che deve trovare il modo di esprimere. La seconda sono i personaggi “secondari”, i genitori di Ana, Altagracia, Harrison, Neo (quanto ho amato questo ragazzo e i messaggi racchiusi nel film) e anche Mr. T, un insegnate che vede tutto e che comunque impara forse di più di quel che insegna.

Ultima ciliegina sulla torta è a livello di traduzione: in questa versione l’italiano fa da lingua ponte/franca, quella che permette di comunicare a persone di madrelingua diversa, ed è strano all’inizio e fantastico poi vederla usare da Ana per trasmetterci i suoi pensieri e per tradurre nella sua testa quello che, in teoria, è inglese che capisce (perché quello che non capisce resta in inglese). Un aspetto davvero incredibile e stuzzicante per chi legge!

Spero che la mia recensione vi abbia convintə a leggere questo libro perché merita davvero tanto 😊


Federica

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