[Recensione] “Quicksilver” di Callie Hart
- fedecaglioni
- 2 nov 2025
- Tempo di lettura: 9 min
Buongiorno!
È arrivato novembre e le recensioni questo mese saranno ben cinque! Ma partiamo da un libro che ha fatto molto parlare di sé a inizio anno: Quicksilver di Callie Hart, pubblicato da Rizzoli!

Titolo
Quicksilver – The Alchemist’s Blade
Titolo originale
Quicksilver
Autore
Callie Hart
Traduzione
C. Proto
Saga
Fae & Alchemy #1
Editore
Rizzoli
Pubblicazione
Gennaio 2025
Genere
High fantasy, romance
Formato
Cartaceo (18€) ~ Digitale (9,99€)
Pagine
686
Acquisto
Saeris Fane, ventiquattro anni, è bravissima a mantenere segreti. Nessuno sa dei suoi strani poteri, né del fatto che ha passato la vita a rubare dalle cisterne della Regina Immortale. In una terra dominata da un deserto spietato, non c’è nulla che non si farebbe per un bicchiere d’acqua. Prima o poi, però, ogni segreto viene alla luce. Quando Saeris si trova faccia a faccia con la morte in persona, riapre involontariamente un passaggio tra i regni e viene trasportata in una terra di ghiaccio e neve. I Fae sono sempre stati considerati creature mitiche, leggende, incubi… ma lì Saeris scoprirà che sono reali, e si ritroverà nel mezzo di un conflitto secolare che potrebbe costarle la vita. Prima umana a calcare le montagne ghiacciate di Yvelia in oltre mille anni, Saeris stringe un patto con Kingfisher, un affascinante guerriero Fae disposto a tutto pur di proteggere il suo popolo, perfino usare la magia alchemica della ragazza, e contro la sua stessa volontà.

Saeris (pronunciato Sairis, ndr) è una ladra da tutta la vita, costretta a rubare l’acqua necessaria a lei e suo fratello Hayden per sopravvivere in una città ricoperta di sabbia e bruciata da due soli gemelli che non riposano mai. Questa è Silver City, governata da mille anni dalla regina Madra, una città divisa in settori e in cui il Terzo, in cui abita Saeris, È la zona più povera e trasandata che si sia mai vista, una in cui bisogna lottare per ogni minimo respiro. Ma lei è abituata, abili combattente che si ritrova a rubare metalli per poterli fondere e così ottenere riserve d’acqua in più, un bene prezioso che tuttavia la porta a compiere un impudenza per la quale pagherà caro.
Perché, dopo essere stata quasi arrestata da una guardia e averle rubato un guanto d’oro, le guardie della regina scatenano sul Terzo una caccia al ladro che la portano a sconfiggere tra guardie, a essere catturata e poi tenuta prigioniera a palazzo, torturata perché una giovane come lei non avrebbe potuto sconfiggerle se non aiutata dai Fae. O almeno è questo che crede la regina, mentre per Saeris i Fae non sono altro che creature mitologiche, mostri e storie da raccontare ai bambini per farli comportare bene. Eppure, in un disperato tentativo di salvarsi, qualcosa dentro di lei fa scattare una vasca all’interno della quale era stata incastrata una spada, liberandola e scatenando così qualcosa che non avrebbe mai immaginato.
Da lì infatti emerge Morte, un individuo inquietante e che la porta con sé all’interno di quella vasca, trascinandola in un mondo che non avrebbe mai creduto esistesse. Si ritrova infatti Yvelia, la terra dei Fae come prima umana a camminare per quelle terre in oltre mille anni, e la prima a essere un’Alchimista, colei che può interagire con il quicksilver per aprire i portali tra i mondi e manipolare la materia in modi incredibili.
Abilità questa che la pone di fronte all’ordine di re Belikor, il maschio all'interno della cui corte è stata accolta e salvata: imparare a manipolare il quicksilver per restituire a Yvelia la possibilità di viaggiare tra i mondi e commerciare con essi. E per farlo dovrà non solo studiare insieme alla principessa Everlayne, ma dovrà anche imparare a manipolare i metalli con colui che lo stesso re ha condannato a partire per la guerra dopo un’unica settimana. Lo stesso Fae che l’ha salvata e che tuttavia in tanti sembrano disprezzare: Kingfisher, una leggenda, un criminale, un Fae sull’orlo della pazzia a causa del quicksilver che gli scorre in corpo, uno stronzo menefreghista oltre ogni misura, uno che fa di tutto per irritarla e rendersi insopportabile.
Per me Kingfisher era un bastardo scontroso e sboccato su cui non avrei pisciato neanche se fosse stato avvolto dalle fiamme. Per tutti i presenti in quella taverna era una vera e propria divinità vivente.
Ma Saeris vuole tornare a casa per salvare suo fratello e coloro che ama, perciò alla prima occasione tenterà la fuga, un'azione per cui però si ritrova a stringere un patto vincolante proprio con Kingfisher: lui cercherà di portare a Yvelia suo fratello Hayden e in cambio lei lo aiuterà a vincere la guerra che imperversa in quella terra e obbedirà agli ordini. Peccato che lo scambio non vada nel modo previsto, perché non sarà il fratello di Saeris a raggiungerla, ma Carrion Swift, trafficante del Terzo con il quale ha dei trascorsi e la cui lingua impertinente finirà di certo permetterli nei guai. Tuttavia, non può più tirarsi indietro ed è qui che Kingfisher cambia le carte in tavola. Sfruttando il giuramento, la obbliga infatti a seguirlo verso nord, verso il fronte di guerra e le terre che lui chiama casa, e che sono sull’orlo del baratro, presto soggiogate dall’esercito di succhiasangue creato dal Fae più antico che esista e ancora affetto dalla maledizione che per secoli li ha portati a nutrirsi di sangue.
Per Saeris, insieme a Fisher e al suo fidato generale Renfis, inizia un viaggio all’interno della terra dei Fae alla scoperta non solo della loro storia in comune, ma anche delle abilità dimenticate degli Alchimisti e di come queste possano permettere a chiunque di viaggiare tra i mondi grazie al quicksilver, un metallo senziente con il quale Saeris dovrai imparare a confrontarsi per potersi liberare del giuramento fatto a Fisher e tornare così a casa da suo fratello.
Ma più passa il tempo, più cose impara sulla manipolazione del quicksilver e più il suo rapporto con Fisher si fa stretto grazie alla vicinanza e ai continui battibecchi che sembrano impossibili da sedare, più Saeris fatica a distinguere cosa desideri davvero fare della propria vita, considerato che ora anche i Fae di Yvelia per lei non sono più creature mitologiche e tremende, ma esseri in carne e ossa, con i quali costruire un’amicizia inaspettata. E con Fisher… con lui i confini si mescolano fino a confondersi, fino a portarla a chiedersi perché combattere ciò che sembra iniziare a provare per lui dopo aver capito che, dietro una facciata dura e tagliente, si nascondono un individuo e un cuore che hanno sofferto per più di cento anni e che ancora lo fanno, travolti dalla vergogna delle sue azioni.

Io desideravo Fisher, e mi odiavo per questo. Odiavo che lui lo sapesse.
Tra battibecchi, battute piccanti e scontri con mostri letali, il tutto condito da attimi in cui la delicatezza e la speranza sembrano impossibili da raggiungere ma tanto desiderabili, Saeris, e con lei Fisher, imparerà di dover scendere a patti con ciò che ha sempre creduto possibile, di doversi rimboccare le maniche per poter salvare coloro che ama, soprattutto quando la resa dei conti con i nemici li porta a scoprire verità sorprendenti e che metteranno a soqquadro tutto ciò che credevano di sapere su Yvelia, su Silver City e sugli eventi traumatici del passato. In una lotta contro il tempo e contro un nemico famelico che li porterà a scegliere tra coloro che amano e la loro stessa vita.
Una storia epica, una in cui di solito i sentimenti si sviluppano in modo imprevedibile e che portano purtroppo a una fine tragica.
È proprio uno degli argomenti centrali in Quicksilver, uno che i suoi protagonisti faranno di tutto per ribaltare. Il romanzo infatti vede al centro queste due figure dal carattere incredibilmente forte, pur nelle loro fragilità e nelle ferite che hanno subito in passato. Benché sia narrato soltanto dal punto di vista di Saeris si riesce infatti a percepire sia il suo carattere e la sua complessità, compresa l’evoluzione, sia quello di Fisher, in tutte le sue sfaccettature da bad boy insopportabile e instabile.
Saeris Fane, poco più che ventenne, è una giovane abituata a portare sulle sue spalle il peso delle difficoltà, di decisioni sofferte e soprattutto dell’impegno che è prendersi cura di suo fratello, pur essendo anche lui un adulto. È rimasta ferita in passato e da quelle ferite ha imparato a uscirne più forte, nascondendosi dietro muri e fortificando il suo carattere per poter essere colei che gli altri non potranno abbattere. Questo fa sì che la sua diffidenza e il desiderio di occuparsi da sé di tutto la rendano estremamente guardinga e sospettosa, soprattutto all'inizio con Everlayne e, in modo ancor più pronunciato, con Kingfisher. Eppure, nonostante questa reciproca insofferenza, lui sembra essere l'unico disposto a raccontarle le cose senza indorare la pillola, anzi mettendola di fronte in modo brusco a tutto ciò che c'è da fare per poter ottenere ciò che entrambi desiderano. Non le rende le cose facili, anzi si rende proprio insopportabile, ma più questo riavvicina più la chimica tra loro esplode in scintille che o li portano a uccidersi a vicenda o essere fatti l'uno per l’altra.
È stato divertente leggere le interazioni tra loro, perché senza filtri e stuzzicanti, come anche la carica spicy che cresce pian piano e che alla fine diventa centrale, in una sorta di relazione inevitabile costruita mattone dopo mattone. Una in cui il testardo e spesso scontroso Fisher ci mette il suo bel impegno.
Lui era parte di me, lo percepivo nelle ossa. Se lo volevo, lui sarebbe stato l’asse intorno a cui avrei ruotato. E io il suo.
Essendo in un fantasy romance, è chiaro sin dalla sua prima apparizione che Morte/Fisher sarà il love interest della protagonista, tuttavia è stato bello vedere come questo personaggio si scopre poco a poco più procede la storia. All’inizio cioè infatti il classico e fastidioso bad boy che fa di tutto per allontanare gli altri, per ferirli e far provare il loro ciò che si crede abbia sofferto lui, ma più procede la narrazione, più il rapporto con Saeris si fa stretto, più questo aspetto di lui viene smantellato, per lasciare emergere la vera natura del personaggio di Fisher, con le sue preoccupazioni, la vergogna e le colpe che ha nei confronti degli altri e che quindi lo portano a isolarsi per sua scelta. È anche un personaggio che si inserisce in quelli che sono ormai i classici canoni del romantasy, quindi con una lingua peccaminosa nelle sue dichiarazioni, con un'abilità straordinaria non solo dal punto di vista dei suoi poteri ma anche di quello tra le lenzuola, che fanno di lui, anche per la sua età, uno shadow daddy di tutto rispetto.
Il bello di questo romanzo, però, non sono soltanto le interazioni e le battute tra Saeris, è anche la presenza dei personaggi secondari come Carrion, Renfis e Lorreth, tre maschi diversi per carattere, passato ed esperienze che però riescono a ritagliarsi un pezzettino di cuore in chi legge per le loro battute, per il modo di fare e per la lealtà che dimostrano nei confronti di Saeris e Fisher lungo tutto il romanzo. Da questo punto di vista, una grossissima pecca è il fatto che non ci siano figure femminili secondarie memorabili o quantomeno all’altezza della situazione come lo sono le controparti maschili. Si vede poco infatti la principessa Everlayne e forse nel finale compare qualcuno che possa rientrare nella categoria, ma altrimenti gli unici altri esempi di donna presenti nel libro sono qualcosa di veramente da dimenticare, come se la loro fastidiosità e il ruolo che ricoprono dovesse rispettare un canone di inferiorità morale per cui la protagonista risulta simpatica e perfetta a mani basse, cosa che non è, ma che per questo la rende un po’ più apprezzabile già in partenza.
Ammetto che non partivo con tantissime aspettative e pretese rispetto a quello che è il mondo in cui si inserisce la storia di Saeris, perché sapevo che la parte romance aveva un ruolo chiave nel libro e quindi credevo che fosse più importante rispetto a tutto il resto. In realtà, non è così e sono stata felice di vedere un worldbuilding ben costruito, che fa porre al lettore domande ma che fornisce indizi lungo tutto il romanzo per permettere al lettore di arrivarci da solo, oltre a dare la conferma di queste supposizioni a un certo punto. Molto interessante è stata tutta la parte relativa ai metalli, alla loro manipolazione e al fatto che Saeris sia una Alchimista, come anche l'idea di questo metallo senziente che può ottenere di tutto ad alcune condizioni, che spetta alla protagonista stessa scoprire. È una sfida, è un'innovazione all'interno dei vari poteri che di solito ci sono i romanzi del genere ed è ciò che permetterà, secondo me, a questo mondo di espandersi ancora di più e di intrigare per i suoi sviluppi.
La narrazione è costruita in modo intelligente e articolato, così da creare dei momenti di cliffhanger e di completo sconvolgimento quando la trama viene ribaltata rispetto a quelle che sono le idee costruite nel suo svolgimento e i possibili finali ipotizzati lungo la lettura. È quindi soddisfacente poter dire di avere dei plot twist convincenti, che ribaltano le carte in tavola come non era prevedibile e che pongono i personaggi di fronte a nuove sfide che forse sono troppo grandi per loro, ma che li portano sicuramente a mettere in discussione le loro certezze per uscirne forse vincitori.
In conclusione, Quicksilver è stata una lettura che non mi aspettavo, con momenti sicuramente divertenti e appassionanti, ma anche con un’abilità di catturare l'attenzione sul suo universo che mi ha resa felice di aver scoperto questa lettura, una per la quale non vedo l'ora di avere il seguito tra le mani!

Federica






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