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  • fedecaglioni

[Recensione] “Il segreto di Castel Marina – L’inizio della leggenda” di Mari

Buongiorno lettori!

Come state? Come vi preparate alla notte di Hallowe’en? Da me, con il coprifuoco in vigore, si può solo che stare a casa a leggere e la cosa non mi dispiace, non se posso parlarvi di libri come questo 😊

Grazie, ovvio, all’autrice e alla CE per la copia del romanzo.


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“Il segreto di Castel Marina” è uno dei tanti racconti della nonna Erica a suoi nipoti, durante le fredde giornate delle vacanze natalizie. Una storia che fa parte del suo passato e che ricorda con una certa emozione. Erica parla della signorina Elisabetta, amica d’infanzia, estrapolando ogni emozione e sensazione del periodo infantile, vissuto in una campana di vetro, e successivamente di quello adolescenziale, alle prese con i primi amori e le prime ribellioni. In questo contesto Elisabetta sancirà un patto segreto che la porterà a incontrare Andrea, di cui si innamorerà perdutamente. Sarà un fatidico incidente a stravolgere la vita dei protagonisti, in un susseguirsi di eventi che porteranno alla distruzione del già instabile equilibrio delle loro esistenze.

Nonna Erica è famosa per le sue storie e i nipoti non vedono l’ora che ne racconti un’altra. Questa volta, protagonista è la sua amica d’infanzia Elisabetta e per tutti sarà l’occasione per scoprire le origini della misteriosa leggenda che aleggia attorno all’albergo di Castel Marina, infestato dal fantasma del precedente proprietario e un tempo dimora signorile di gran pregio. Partendo dall’infanzia come figlia della servitù, la voce narrante di nonna Erica si mescola a quella della nipote senza nome in un incrocio tra passato e presente, un alternarsi di momenti in cui si conosce la giovane Elisabetta, figlia unica del signor Nirak, e la si accompagna nella suo crescere da sola nel borgo di Castel Marina insieme ai figli dei domestici, tra cui la stessa Erica e il giovane Marco.

Quella sera nonna aveva in grembo una curiosa scatolina simile a un carillon, ma quando lo aprì non vi era nessuna ballerina danzante con la musichetta di sottofondo, bensì vari oggetti piccolissimi, tra cui un ciondolo, una conchiglia affusolata e delle fotografie.

Non esisteva il tempo, non esisteva quella casetta abbandonata, esistevano solo loro con il loro affetto, i loro sguardi penetranti, il loro sentirsi unici nell’universo. Come una calamita erano l’uno contro l’altra in cerca di emozioni, di luce, di amore.

Il romanzo, una lettura estremamente veloce con le sue 80 pagine, trasporta in un mondo dove amore e vendetta sembrano proseguire di pari passo, regalando una storia raccontata ai più piccoli che però si rivela perfetta anche come esempio di racconto gotico, soprattutto per le vicende che, alla fine, portano ad avere un albergo infestato da un fantasma crudele e vendicativo, una presenza della quale pare sia impossibile liberarsi e che invoglia a scoprire cosa ne sarà delle persone che prende di mira.

Tra fantasmi e alberghi infestati ce n’è abbastanza per una lettura in linea con il periodo e della quale affrontare anche i volumi successivi. Voi che dite?

C

Fatemi sapere, Federica 💋

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