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  • fedecaglioni

[Recensione] “Il mago pellegrino” di Piero Iula

Buongiorno 😊

Siamo a metà settimana ed è tempo di una nuova recensione!


Siamo nel regno di Thera, mondo magico e teatro di una sanguinosa lotta tra le forze del bene, capeggiate da Syrion contro Baalthus, il Signore Oscuro del male. Dopo mille anni da quegli scontri, nei dintorni della città di Zaphyra, divenuta nel frattempo una delle più ricche e pacifiche dei Sette Regni, sembrano aprirsi nuovi portali che minacciano il ritorno degli antichi demoni. Aloysius Limerick Medina, ultimo dei Grandi Maghi e creatore degli implacabili Fuochi Danzanti che proteggono i confini della città, viene chiamato dal re Leothard per fare luce sulle presenze oscure. Non sa che di lì a poco, lui stesso e il suo re cadranno vittime di un terribile incantesimo che li lascerà in uno stato di vita sospesa. Le sorti di Zaphyra e dell’intero regno di Thera dipenderanno, allora, esclusivamente dal coraggio dell’erede al trono, Elinor, dotata di un grande talento nella battaglia, e del Guardiano della Foresta dei Fuochi Danzanti, al quale verrà affidato il compito di accompagnarla in un viaggio nelle terre del male, alla ricerca della Chiave di Syrion, l’unica che potrà chiudere definitivamente il passaggio tra i due mondi e spezzare l’incantesimo. Harald Milius, mite guardiano all’apparenza senza alcun potere, e una principessa dotata solo di un spada, si metteranno sulle tracce dell’infido Rufus, inviato dal Signore Oscuro per ordire l’inganno ai danni del re. Ciò che scopriranno sarà, in loro, una forza più potente di qualsiasi magia.

Aloysius Limerick Medina è l’ultimo dei Grandi Maghi, il più potente, colui che, vent’anni prima, ha creato i Fuochi Danzanti, luci di diverso colore che si attivano al calar della sera e proteggono la città di Zaphyra dagli esseri oscuri che minacciano la popolazione dell’intero regno di Thera. Ora, dopo anni di pace, si sospetta che tali creature abbiano trovato il modo di fare ritorno del mondo parallelo in cui furono cacciati secoli addietro. Compito di Aloysius è recarsi a Zaphyra, controllare che la porta tra i due mondi non sia stata violata e, nel caso, porre rimedio a quello che potrebbe essere una minaccia catastrofica. Ma mentre è in viaggio nella foresta che ospita i Fuochi, fa ben presto l’incontro con il giovane Harald Milius, il guardiano, nonché l’unico che non ha nulla da temere dalla presenza dei Fuochi. Perché se è vero che tali luci furono create per cacciare i mostri, quello che in realtà fanno è porre fine alla vita di qualsiasi essere vivente. Tranne Aloysius e Harald. E mentre i due uomini fanno conoscenza, passando la notte a raccontarsi le rispettive vite, qualcuno ombra per attentare alla vita di re Leothard.

Quello che lo colpì di più furono gli occhi: due pozze di un blu profondo che ricambiavano il suo sguardo pieni di curiosità, ma non di timore. Quelli erano gli occhi di una persona che era abituata ad osservare la realtà che la circondava con l’intento di imparare tutto ciò che poteva, senza preconcetti e senza timidezze.

«I miei dubbi non sono riferiti alla vostra esperienza e al vostro discernimento, bensì ai miei. Io ho vissuto buona parte della mia vita vagando per la Foresta, a contatto con ogni specie di animale selvatico… parlando con loro… condividendo la loro vita come fossi uno di loro. Non credo di essere pronto per un cambiamento così radicale». «Tu credi di non essere pronto perché, in realtà, non sai chi sei».

L’impressione, leggendolo, è quella di trovarsi di fronte a un’altra storia (che avrebbe potuto essere raccontata in un libro precedente, anche breve), dalla quale questo primo volume avrebbe rappresentato una prosecuzione abbastanza indipendente. A parte questa generale sensazione di dispersione, la storia è avvincente e i personaggi sono davvero unici, in particolare il mago pellegrino, Aloysius, con la sua particolarissima missione, è quello che secondo me riesce più di tutti a conquistare l’attenzione. Anche Harald ed Elinor sono perfetti nel loro ruolo, però risultano un po’ sottotono nel quadro generale, forse proprio perché c’è questa dispersione a livello di narrato. È un libro sicuramente scritto bene, interessante per quelli che sono gli equilibri dell’universo fantastico nel quale si muovono i personaggi, ma che ha comunque bisogno forse di qualche revisione a livello di informazioni date al lettore. Credo, ma è solo un parere personale, sarebbe bastato far trapelare le informazioni che ci vengono date nei capitoli-flashback poco per volta attraverso dei dialoghi tra i diversi personaggi. Avrebbe distolto meno l’attenzione da quella che è la trama del libro e lo avrebbe reso meno dispersivo.

Ma ditemi: siete amanti del connubio epica-fantasy? Personalmente sì, però sono molto selettiva sulle trame!

Federica 💋

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