OnRainyDays_edited.jpg
  • fedecaglioni

[Recensione] "I Dissidenti, i libri dei ricordi del mondo" di Elisabetta Tagliati

Buongiorno lettori e buon mercoledì!


Dopo avervelo segnalato, oggi sul blog arriva la recensione di I Dissidenti, i libri dei ricordi del mondo di Elisabetta Tagliati.


Grazie all'autrice per la copia del romanzo!

Titolo I Dissidenti, i libri dei ricordi del mondo Autore Elisabetta Tagliati Editore Self Publishing Pubblicazione Agosto 2021 Genere Distopico Formato Cartaceo (5,99€) ~ Digitale (2,99€) Pagine 90 Acquisto Amazon

Una società distopica governata dalla forza dell’Arte. Un mondo dove il confine tra Artisti e Dei sembra irrilevante. La Città assediata: una delle quattro storie di Borges. Città che delinea una società disumana governata dal una scienza sterile, rappresentata dal maestoso Algoritmo. Città che può rappresentare anche il mondo intimo di ognuno di noi, dove la scintilla rischia di spegnersi per il soffio della routine. Questo mondo nasconde l’Equazione dell’Uomo dietro l’Arte, che viene furbamente asservita sostituendo il potere religioso e politico con Artisti, a capo dei quali vi è Madre: una trasfigurazione moderna di Cibele. Il Popolo represso assiste meravigliato al melodioso canto di lei, che porta ricordi di un amore lontano che ormai ha assunto i contorni di una leggenda. Qualcuno non è disposto ad accettare le regole di una società dominata da monitor: i Cittadini li chiamano deviati, ma loro preferiscono ‘Dissidenti’. Al gruppo, capitanato dall’ultimo Guru rimasto, si unisce Liu, un’Artista condannata per la sua sete di Infinito. Insieme forse potranno sovvertire il destino della Città. Il primo passo decretato da Liu è riappropriarsi della storia: nasce così il ‘Primo libro dei ricordi del mondo’. Quell’Uomo che ha creato l’Arte può essere risvegliato? La lotta contro una società malsana, vista e sentita dall’intimo di una cantante lirica. L’intreccio di personaggi e punti di vista diversi, dove l’Arte – in particolare il canto - si trasforma in terapia, bellezza, spiritualità, relazione, benessere, amore, vita.

In un futuro che poi tanto distante da noi non sembra essere, la vita umana viene regolata da un’Algoritmo e si basa sull’Artecrazia, un governo in cui la capacità umana di produrre arte deve rientrare secondo schemi precisi e regolari gestiti proprio da quell'entità immateriali e matematica che è l’Algoritmo. I Cittadini non possiedono un nome, ma soltanto un numero identificativo, nascono crescono e muoiono all'interno di singole Città, dove ogni singolo aspetto dell’esistenza viene sorvegliato e analizzato da supervisori, schermi e test, così da indirizzare ognuno di loro verso lo scopo a cui risultano geneticamente più affini e produrre una società perfetta, standardizzata. In questo mondo, fatto di tecnologia e arte, non esiste un passato, ciò che esisteva prima dell'avvento delle città è stato cancellato, fatta eccezione per le opere d'arte, ma solo quelle sopravvissuta alla selezione tramite rigidi schemi di valutazione. È un mondo in cui non c'è spazio per l'iniziativa personale, la quale viene riconosciuta geneticamente molto prima che si sviluppi e per questo condotta al Conservatorio, un luogo dove si dice vengono conservati i deviati, ma in cui in realtà forse non trovano altro che la morte.


Dobbiamo tutti sforzarci di ricordare, perché gli uomini senza un passato non hanno neanche un futuro.

Ma non tutti coloro che presentano caratteristiche non conformi ai criteri sociali stabiliti dall’Algoritmo vengono condotti nel Conservatorio. Alcuni riescono a scappare e allora diventano un’opposizione allo status quo velato ma comunque presente: sono i Dissidenti, coloro che concepiscono e comprendono l’Arte ma che rifiutano di cristallizzarsi nelle direttive imposte dall’alto e cercano la libertà tipica proprio della passione che gli accomuna, la realizzazione artistica come fine espressivo dell’individualità. Ed è a metà strada tra i Dissidenti e chi dirige la città che si sviluppa la fiamma del cambiamento, nata dalla volontà ferrea e inattaccabile di una Cittadina disposta a sfidare le regole pur di portare avanti la propria passione per il canto. Un cambiamento che però ha bisogno di uno sforzo collettivo per essere realizzato, uno sforzo non sempre riuscito e che potrebbe portare a esiti del tutto inaspettati. I Dissidenti, i libri dei racconti del mondo di Elisabetta Tagliati è una lettura davvero breve ma molto intensa, ricca di dettagli e sfumature che è bene cogliere procedendo con calma per tutta la durata del romanzo, un termine che non si adatta poi proprio tanto alla tipologia di opera che questo libro rappresenta. Più che è un romanzo, infatti, è un collage, una raccolta di pensieri, ricordi e azioni che i suoi protagonisti annotano mentre la storia si svolge. Tutto ciò che avviene non è raccontato con una linea generale e descrittiva di tutto l'insieme, ma ci viene mostrato tramite spezzoni appartenenti a voci diverse e trascritte tramite diverse scritture, dandoci tra le mani un vero e proprio resoconto degli eventi, all'interno del quale chi legge si trova a riflettere su come potrebbe cambiare il nostro mondo se alcune delle caratteristiche del mondo distopico qui raccontato si realizzassero.


Nessuno voleva essere salvato, e le loro fatiche erano interpretate come casuali e futili momenti di caos.

Portandoci a scoprire questi individui de-umanizzati, senza un passato e trattati alla stregua di autonomi privi di emozioni ai quali però l’Arte viene concessa non come strumento di espressione personali e agenti liberatorio, ma come catena attraverso la quale costringere l'individuo a comportarsi e provare determinate sensazioni capaci di imbrigliarlo in un mondo eternamente uguale. Un mondo in cui non c'è spazio per sentimenti e diversità, nel quale però basta una scintilla per dare vita all'incendio capace di sovvertire una stasi soffocante. Una lettura molto interessante, per la quale avrei però preferito un finale leggermente diverso, forse anche un po' più descrittivo rispetto a quello che è poi a conti fatti un epilogo non poi così diverso dal suo incipit.


Un romanzo particolare e ricco di significati che spero possa rientrare nei vostri gusti! Fatemi sapere.


Federica 💋

0 commenti