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Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar

Ciao a tutti!

Anche per oggi ho scelto di portarvi al cinema con me e vi devo confessare che ho impiegato un sacco di tempo per decidermi a scrivere la recensione di quest’ultimo pezzo della iper conosciuta saga di Pirati dei Caraibi… Ma adesso eccola qui!


Titolo Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar Titolo originale Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales Regia Joachim Rønning, Espen Sandberg Anno 2017 Genere Azione, avventura, fantastico Lingua Inglese Paese di produzione Stati Uniti d’America Soggetto Terry Rossio & Jeff Nathanson (storia), Ted Elliott, Terry Rossio, Stuart Beattie & Jay Wolpert (personaggi) Sceneggiatura Jeff Nathanson Cast Johnny Depp, Javier Bardem, Brenton Thwaites, Kaya Scodelario, Kevin McNally, Geoffrey Rush, Orlando Bloom, Keira Knightley, Paul McCartney


Quinto capitolo della saga dedicata a capitan Jack Sparrow, in questa nuova avventura i protagonisti diventano due new entry che, più che promettere di rilanciare ls saga in nuove avventure, la fanno atterrare in un “trito e ritrito” che mi ha un po’ delusa.

A fare da padroni in Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, infatti, ci sono Henry Turner, figlio di Will ed Elizabeth Turner, e Carina Smyth, giovane intelligentissima accusata di stregoneria a causa della sua vasta cultura e della sua curiosità. Oltre che all’ormai imprescindibile capitan Jack Sparrow che, barattando la sua famosa bussola, si ritrova inseguito dal capitano Armando Salazar e dalla sua ciurma di morti. Differenze con il primo film? Nessuna. Differenze dagli altri? Poche. Effettivamente è ormai un consueto meccanismo narrativo che Jack Sparrow venga inseguito a causa di qualcosa che ha fatto in passato e che questo si ripercuota anche sugli altri personaggi, costringendoli a fuggire e a barcamenarsi tra prigionie varie e imprevisti di ogni genere. Anche questa volta, poi, c’è un oggetto da recuperare e che promette di spezzare ogni maledizione lanciata dal mare (come quella che vincola Will Turner all’Olandese Volante). Tale oggetto, il Tridente di Poseidone, diventa il fulcro del viaggio di Henry, Carina, Jack e di Hector Barbossa, storico nemico-amico di Sparrow. Come vedete, a parte un cambio di nomi, la trama si riduce agli stessi espedienti di Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna: coppia di giovani (innamorati o quasi), maledizione di un qualche tipo, flotta di non-morti e infine Jack Sparrow a fare da collante.

A rendere diverso quest’ultimo film dagli altri subentra solo una piccola parte verso il finale e che coinvolge Barbossa e Carina. Senza fare spoiler, posso dirvi che ho apprezzato la scelta fatta da capitan Barbossa e me lo ha reso ancor più simpatico di quanto già non fosse (è sempre stato il mio personaggio preferito)! E ovviamente mi è piaciuta la sconclusionata natura di Jack Sparrow, una caratteristica imprescindibile per la saga che qui compare, ma resta un po’ sotto tono, quasi che fosse oscurata dall’ormai evidente avanzare dell’età. Ultima nota dolente del film sono i due cameo di Keira Knightley e Orlando Bloom, che riprendono i loro ruoli di Elizabeth e Will Turner per una reunion che forse poteva anche essere evitata. Non dico che non mi abbia fatto piacere, ma la avrei apprezzata di più se avesse significato la chiusura della saga e non l’inizio di un nuovo possibile ciclo!

Forse ho capito perché ho impiegato tanto a scrivere la recensione… Ho dovuto metabolizzare una scoperta poco piacevole: dopo il secondo film è iniziato il declino! È una bella saga però credo abbia perso l’appeal e la verve dei primi due capitoli! Voi che ne dite?

Ci risentiamo dopo il weekend per una nuova recensione! Federica 💋

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