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  • fedecaglioni

“L’anima non si arrende” di Marco Conti

Ciao a tutti!

La recensione di oggi è librosa e a tenerci compagnia è la storia di Marco, uno scrittore un po’ in crisi che cerca di ritrovare se stesso.


Una lettera, un improvviso tuffo nel passato per Marco; scrittore di successo abbandonato da Sabrina e dall’ispirazione, che accetta l’invito dello zio Nicola: recarsi a Parigi per ascoltare le ragioni della sua sparizione, avvenuta quando Marco era ancora bambino. Il viaggio a Parigi sarà l’occasione per riallacciare i rapporti col fratello Francesco e per riconciliarsi con il passato. Ad aspettarlo non sarà però Nicola, ma una scoperta inquietante.  Emma, la sua compagna di viaggio, gli stravolge la vita; scompare, ma (forse) non per sempre…

Marco è uno scrittore in piena crisi. Rimasto senza ispirazioni dopo che il suo primo romanzo è riuscito a riscuotere un grande successo a livello nazionale, quest’uomo alla deriva finisce per perdere tutto ciò che nel corso degli anni ha rappresentato il suo punto fisso: la sua essenza come persona e l’amore per Sabrina.

I libri, che in realtà erano ammucchiati ovunque: in terra, sugli scaffali, sul mobiletto adibito a portalampada, non davano il senso di disordine, anzi si può dire che accrescevano la personalità di questa piccola casa che già ne aveva parecchia.

Avevo lasciato che l’anima di ogni singolo personaggio si esprimesse e venisse a galla, che mi parlasse e che si materializzasse: ne sentivo l’odore, ne percepivo lo stato d’animo e arrivavo perfino a odiarne il modo di agire, di pensare, di amare come se non fosse scaturito dal mio pensiero, ma fosse qualcosa di vivo e indipendente da me.

L’anima non si arrende di Marco Conti è un romanzo introspettivo che si legge tutto d’un fiato. Si viene trascinati al suo interno senza nemmeno accorgersene, senza possibilità di sfuggire ai pensieri di questo protagonista che si è perso e che si aggrappa a quell’improvvisa ma necessaria scialuppa di salvataggio che si rivela essere la lettera di zio Nicola. La convocazione da parte di un uomo che non vede da vent’anni sarà l’inizio di una caccia al tesoro, sia per trovare traccia di eventi passati che hanno segnato la sua vita e quella di suo fratello Francesco, sia per riscoprire se stesso e, forse, ricominciare da capo, imparando dai suoi stessi errori e vivendo meglio di quanto non abbia mai fatto.

Ho corso per troppo tempo in una direzione sforzandomi di credere che fosse quella giusta, sforzandomi di ignorare la voce della mia anima che mi diceva il contrario.

Questo romanzo, a parte qualche digressione a volte troppo lunga e quindi ostica per la mente da leggere e apprezzare, è una lettura profonda, incentrata sulla riscoperta di sé, sulla crescita non verso l’età adulta ma in direzione di una saggezza autentica e fedele a chi si è davvero, a chi si vuole essere per stare bene e vivere in una bolla di felicità che non è effimera ma costruita giorno dopo giorno.

Come credo si possa immaginare, è un romanzo che consiglio a tutti, perché non sarà assolutamente scontato e regalerà interessanti spunti di riflessione! Fatemi sapere se vi può interessare 😉

Non vi l’ho ancora chiesto, tra l’altro, ma quest’anno andate in vacanza? Porterete con voi qualche libro? Per le mie manca ancora un bel po’, però nel frattempo continuo a tenervi compagnia, se vi va di passare ancora da me!

Grazie di essere passati e a domani Federica 💋

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