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  • Immagine del redattorefedecaglioni

Gone with the Wind

Buongiorno e buon Mercoledì!

Generalmente vi parlo solo di film abbastanza recenti, oggi però tocca a un Classico della cinematografia, un film passato alla storia per essere un capolavoro!


Titolo Gone with the Wind Regia Victor Fleming Anno 1939 Genere Storico, drammatico Lingua Inglese Paese di produzione Stati Uniti d’America Soggetto Margaret Mitchell (romanzo) Sceneggiatura Sidney Howard Cast Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie Howard, Olivia de Havilland, Thomas Mitchell, Barbara O’Neil, Evelyn Keyes, Ann Rutherford, George Reeves, Fred Crane, Hattie McDaniel, Oscar Polk, Butterfly McQueen, Victor Jory, Everett Brown, Howard Hickman, Alicia Rhett, Rand Brooks, Carroll Nye, Laura Hope Crews, Eddie Anderson, Harry Davenport, Leona Roberts, Jane Darwell, Ona Munson


Scarlett O’Hara (Rossella nel doppiaggio italiano) è una giovane ragazza un po’ piena di sé, figlia di uno dei maggiori possidenti terrieri del sud e interessata soprattutto all’essere al centro dell’attenzione di tutti i ragazzi del vicinato, i beaux, cioè gli scapoli ancora giovani. Ambientata nella Georgia di metà ottocento, sulle soglie della guerra civile americana, la storia segue la vita della giovane Scarlett e le sue decisioni avventate e un po’ rischiose, prese come conseguenza del suo cuore infranto. Rifiutata infatti dal giovane vicino Ashley Wilkes, promesso sposo alla cugina Melanie Hamilton, e presa in giro dal libertino Rhett Butler, un ospite degli Wilkes non visto di buon occhio a causa della sua pessima reputazione, Scarlett finisce per accettare la proposta di Charles Hamilton, fratello di Melanie, un istante prima che la Georgia si unisca agli altri stati del sud in guerra con i nordisti. Imparentata con l’uomo che ama sopra ogni altra cosa e con la donna che più odia, proprio perché l’ha privata dell’amore della sua vita, Scarlett si ritrova presto vedova e passa i successivi anni di guerra nella casa della cognata, a stretto contatto con tutto ciò che non potrà mai avere. Ma la vita ad Atlanta, alle porte della battaglia di Gettysburg (una grande sconfitta per i sudisti), si fa ben presto difficoltosa e Scarlett, costretta ad assistere Melanie durante il parto, si ritrova a dover chiedere l’aiuto di Rhett Butler pur di fuggire dall’esercito invasore e far ritorno alla casa natia, a Tara.

I successivi anni di fame e difficoltà economica, conseguenza della guerra sempre più disastrosa per gli stati del sud, trasformano Scarlett in una donna forte e determinata, convinta che la durezza d’animo sia ciò che più le serve per sopravvivere in tempi difficili. È così, infatti, che riesce a prendersi cura di ciò che resta della sua famiglia, scendendo a compromessi non sempre positivi pur di non soffrire mai più la fame. Gone with the Wind da questo momento in avanti mostra una protagonista disposta a tutto pur di avere successo, persino a tradire la fiducia della propria famiglia se questo significa mantenerla in buona salute. Il personaggio interpretato da Vivien Leigh è una donna controcorrente per il periodo storico in cui vive, determinata e anche senza scrupoli, una caratteristica che a volte la rendono difficile da amare e soprattutto non aiuta a immedesimarsi con lei, alla luce di alcune scelte che intraprende pur di sopravvivere.

Nel corso del film, soprattutto dalle numerose vicende che si susseguono (e in quattro ore di pellicola sono veramente tante, ve lo assicuro), si assiste alla sua crescita psicologica come donna indipendente ma anche molto testarda, un aspetto del suo carattere che non le permette di apprezzare appieno il secondo protagonista di questo film, cioè Rhett Butler. Il libertino e l’individuo della reputazione più indecente è anche colui che, a mio un parere, meglio riesce ad adattarsi alle conseguenze catastrofiche della guerra, emergendo, pur nei suoi limiti, come uno dei più coerenti e più riusciti personaggi dell’intera storia. Sarà forse per l’interpretazione fenomenale di Clark Gable, sarà che il suo aspetto e l’attitudine si adattano perfettamente al personaggio, ma è lui che, alla fine del film, si guadagna davvero l’affetto di chi guarda, il suo sostegno e anche tutta la partecipazione per ciò che ha affrontato e per il modo in cui alla fine decide di condurre la propria vita. La protagonista sarà anche Scarlett O’Hara, ma la vera rivelazione, secondo me, è proprio la coerenza e la bontà che si nasconde in Rhett Butler, un personaggio davvero insospettabile.

Questo film, vincitore di ben otto premi Oscar, è stato definito un capolavoro e lo è davvero. Purtroppo, però, lo si riesce a capire solo se si sopravvive alla sua immensa durata. Dopo quattro ore in cui accade veramente di tutto (e sempre ne segno del #MaiUnaGioia 😓), devo ammettere di essermi sentita molto spossata e stanca, però non mi è dispiaciuto passarle in questo modo. Non del tutto, almeno…

Vuoi lo avete visto? Nella versione originale, in bianco e nero, o in quella rimasterizzata? Io sono andata sulla seconda, perché non avrei potuto tollerare quattro ore in bianco e nero, lo ammetto 😅

Grazie per essere stati con me! Ci risentiamo domani.

Buona giornata Federica 💋

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