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“The Maltese Falcon” di Dashiell Hammett

Venerdì!

Buongiorno lettori e benvenuti all’ultima recensione della settimana. Ho pensato di chiuderla con un romanzo molto breve e abbastanza intrigante, un poliziesco che ha per protagonista un detective tutto d’un pezzo!


Titolo The Maltese Falcon Autore Dashiell Hammett Editore Alfred A. Knopf Anno 2011 Anno prima edizione 1930 Genere Poliziesco Formato Cartaceo Pagine 217

San Francisco, sul finire degli anni Venti, non è certo un luogo tranquillo. Per questo il detective Sam Spade ha imparato che è meglio stare sempre sul chi vive. Anche quando nel suo ufficio sulla Baia si presenta un’incantevole ragazza bionda con un nome che è già un programma: Miss Wonderly. La giovane donna vuole che Spade la aiuti a scoprire che fine ha fatto sua sorella Corinne, che si è legata a un poco di buono, un certo Floyd Thursby. Ma presto Spade si accorgerà che la sua cliente non è l’angelica creatura che appare. È invece una dark lady spietata, ipocrita e manipolatrice, disposta a tutto pur di entrare in possesso di un antico e prezioso manufatto, una statua d’oro e di gemme raffigurante un falco, donata dai Cavalieri di Malta all’imperatore Carlo V nel XVI secolo.

Sam Spade è un detective di San Francisco che, insieme al suo socio Archer, gestisce un’agenzia di investigazione privata. Uomo dal carattere duro e tutto d’un pezzo, Spade si trova coinvolto nel caso di Miss Wonderly, una giovane donna di bell’aspetto che lo assume per ritrovare la sorella scomparsa, forse coinvolta con un poco di buono in qualche losco affare. Ben presto però, un caso che sembrava semplice da risolvere vieni immensamente complicato quando il socio di Spade e l’individuo che dovevano tenere d’occhio vengono ritrovati entrambi morti a qualche ora di distanza. Il capace detective scopre quindi una storia più complessa, in cui Miss Wonderly non ha né una sorella, né è chi dice di essere, e in cui diversi individui dalla cattiva reputazione si ritrovano coinvolti nella ricerca di un misterioso manufatto. Spade, però, corre anche un altro pericolo, perché risulta tra i sospettati di uno degli omicidi, se non di entrambi.

When a man’s partner is killed he’s supposed to do something about it. It doesn’t make any difference what you thought of him. He was your partner and you’re supposed to do something about it. Then it happens we were in the detective business. Well, when one of your organization gets killed it’s bad business to let the killer get away with it. It’s bad all around-bad for that one organization, bad for every detective everywhere

The Maltese Falcon (tradotto in italiano come Il falcone maltese) è uno tra i primi romanzi gialli ad avere come protagonista un detective che possiede comportamenti sul filo della legalità, un uomo che non si fa scrupoli a ingannare e commettere atti poco virtuosi per la sua professione se questo può portare dei benefici, nonché se può permettergli risolvere il mistero il più in fretta possibile. Lo stile di Hammett è diretto, crudo quanto il suo protagonista, nonché impostato su un’immediatezza narrativa che taglia tutto il superfluo per concentrarsi sulle azioni chiave e sull’intrigo poliziesco. È un romanzo in cui la descrizione viene ridotta all’osso, messa in funzione solo quando è indispensabile per comprendere le vicende in cui vengono coinvolti i diversi personaggi. Ad essere importanti, quindi, sono i dialoghi e le azioni compiute nel corso della storia, mettendo in evidenza tanto il lato cinico di Sam Spade quanto è suo essere disposto a non tirarsi indietro di fronte a nulla se si tratta di preferire la propria vita a quella altrui. Rispetto ai romanzi noir e gialli dello stesso periodo, in cui i protagonisti professavano un’etica di fondo impossibile da aggirare, l’opera di Dashiell Hammett elimina questo aspetto per ritrovare la crudezza del reale, i suoi lati negativi e la mancanza di scrupoli a volte necessaria per portare a termine l’incarico. Un aspetto, questo, che purtroppo ha reso il romanzo un po’ ostico primi gusti, proprio perché non sono riuscita a capire fino infondo la logica del protagonista. In realtà, non trovo i suoi ragionamenti giustificabili fino in fondo rispetto alle azioni che compie e questo mi ha un po’ rovinato la lettura. Generalmente non sono una che predilige questo genere, però apprezzo una buona storia intricata e ricca di suspense. Questi due elementi che mancano, tuttavia restano un po’ nascosti rispetto al lato più “mascolino” della narrazione.

Forse non sono fatta per il genere hard boiled… Questi detective violenti non fanno per me. Io sono più una Jessica Fletcher, se avete presente il tipo. Voi, invece? Apprezzate le storie un po’ più “terra, terra” o siete su un genere più soft?

Per questa settimana ci salutiamo! Vi ringrazio per essere stati con me e vi do appuntamento a Lunedì!

Passate un buon weekend Federica 💋

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