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  • fedecaglioni

[Recensione] “Un regalo sotto la neve” di Karen Swan

Buongiorno lettori e buon lunedì!

Questa settimana ricomincia con le letture dedicate al Natale e oggi si parla di un libro che mi ha sorpresa, soprattutto per il finale inaspettato!


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Si dice che dietro ogni grande uomo ci sia sempre una grande donna. In effetti dietro tutti i personaggi più in vista di Londra c’è lei: Alex Hyde, consulente per il business delle eccellenze. È lei la donna a cui gli uomini più potenti della City si rivolgono quando hanno bisogno di una strategia per affrontare i momenti di stress. Quando le viene offerta una somma incredibile per rimettere in carreggiata il rampollo della famiglia proprietaria di una grande compagnia di whisky scozzese, Alex accetta senza esitazioni: è lavoro, potrebbe farlo anche a occhi chiusi. E invece… Nessuno degli uomini che ha affiancato è minimamente paragonabile a Lochlan Farquhar. L’erede delle distillerie Kentallen, infatti, non è abituato a sentirsi dire no. È un ribelle, e Alex deve trovare il modo di entrare nella sua testa, se non vuole che metta l’impresa di famiglia in ginocchio. Ma più si impegna per evitare il disastro, e più si rende conto che, per la prima volta nella sua vita, non è lei ad avere il controllo sulla situazione. E non è sicura che le dispiaccia.

Quando le bugie finiscono può iniziare l’amore?

Alex Hyde è una manager coach, quella figura professionale che aiuta i professionisti ad affrontare i momenti di stress e i problemi della vita per migliorare e giungere così al successo, o per superare le difficoltà finanziarie dovute a un’attitudine personale poco produttiva. Sono in tanti ad aver bisogno delle sue abilità, a Londra come nel resto del globo, perciò quando l’ennesimo cliente cerca di assumerla, la prima risposta sarebbe un netto rifiuto. Ma nessuno dice di no a un Farquhar. Gestita da un consiglio di famiglia decisamente ostile, l’antica distilleria Kentallen è a rischio fallimento a causa delle decisioni prese da Lochlan, erede e amministratore delegato dal carattere irascibile, nonché del tutto contrario alle mosse che, per il consiglio di amministrazione, dovrebbero essere seguite per far fruttare la distilleria. Come pure sarà contrario alla presenza di Alex. Ma lei è un’esperta nel suo campo e non esiste un compito che non possa portare a termine, anche a costo di passare tre settimane in una sperduta località scozzese.

«Questo dipende da quanto sarà contrario a lavorare con me». «Quasi del tutto contrario, azzarderei». «Be’, considerato l’atteggiamento e l’entità del compito, sedute settimanali e teleconferenze sono da escludere. Dovrò andare laggiù e lavorare con lui intensivamente». Lo guardò negli occhi. «Ma, sì, ritengo di potercela fare entro Natale».

Ma al suo arrivo a Islay, lo stile di vita più semplice e gli imprevisti dovuti alle condizioni meteo mettono Alex di fronte a una serie di difficoltà che non aveva calcolato. Compresa l’eccezionale ritrosia di Lochlan e, purtroppo, lo strano effetto che questo burbero scozzese ha su di lei, che influisce sulle sue capacità di lavoro e di inserirsi nella comunità, per far fronte a tutti i motivi che spingono Lochlan a mettere a rischio l’impresa di famiglia.

Non era la migliore nel suo campo senza un buon motivo e, per certi versi, il comportamento di Lochlan non faceva che rendere il suo compito ancora più facile. Che si divertisse pure. Sapeva chi tra loro due avrebbe riso di più, una volta che fosse tutto finito.

Con Un regalo sotto la neve mi aspettavo la classica lettura natalizia, dove il tripudio di sentimenti ruota attorno a una coppia in cui, almeno uno dei due non sopporta il Natale, e che porta allo scoccare della scintilla grazie alla magia delle feste. Invece, il libro di Karen Swan parte agli inizi di dicembre e racchiude in una ventina di giorni una narrazione che si alterna da passato e presente, tra il 1917 e il 2017, per raccontare l’origine di due storie d’amore legate a doppio filo con la distilleria e che potrebbero rappresentare la sua salvezza. In mezzo si muovono Alex e Lochlan, entrambi accecati dalle bugie e dalle mezze verità che si rifilano l’un l’altra e che anche chi gravita attorno alla distilleria sembra fomentare per rasserenare la propria coscienza. Niente è come appare, persino in quel lontano passato. Anzi, soprattutto agli inizi delle fortuna della distilleria si nasconde un segreto capace di mettere in serio pericolo il lavoro di Lochlan, un segreto che Alex sembra intenzionata a scoprire a tutti i costi. Questa donna ostinata e stakanovista, infatti, ha un compito ed è interessante vedere come il suo personaggio evolve pur senza svelare nulla di sé. Si arriva alla fine, infatti, e si resta sorpresi di quali siano le reali ragioni che l’hanno spinta ad accettare il lavoro, nel tentativo di trasformare Lochlan nel dirigente perfetto secondo il suo consiglio di amministrazione.

«Sai, penso che resterai sorpreso e finirà per piacerti». «No». Alex agitò l’indice. «Io penso di sì, nel senso che ti piace detestarmi. È un nuovo hobby per te. Una distrazione». Lochlan sospirò e riprese la penna. «È vero, sei una distrazione», borbottò, tornando alle sue scartoffie mentre Alex usciva nella neve.

Tra i due, il personaggio più facile da inquadrare è sicuramente Lochlan Farquhar, con la sua testardaggine e il cipiglio perenne che nascondono un animo ferito, profondamente legato a Islay e alla distilleria, anche se avrebbe voluto fare altro nella propria vita. È un coprotagonista maschile davvero facile da apprezzare, soprattutto per la bontà che emerge a mano a mano che la storia prosegue e le bugie crollano. Quindi, per tirare le fila, è una lettura che ha il proprio culmine nel periodo di Natale, ma che si costruisce pian piano lungo tutto il mese e ne rende alla perfezione due caratteristiche fondamentali: l’altruismo e i legami famigliari, anche se non sempre capaci di portare del bene. Alex e Lochlan, a modo loro, si ritrovano a lavorare insieme su questi due aspetti, scoprendo un’attrazione e un legame che trascende ciò che dovrebbero fare se si fermassero alle richieste degli altri. L’amore però non si fa remore di fronte alla logica e Karen Swan riesce a regalare una bella storia di Natale, non una favola, ma una vera storia, capace di emozionare perché reale.

Preparatevi perché da qui al 25 ci aspettano tante storie ambientate e dedicate al periodo più magico dell’anno (anche se faremo un salto nel mondo fantasy di Sarah J. Maas)! C’è qualcosa che vi piace di più del Natale, o lo saltereste a pié pari?

Federica 💋

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