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  • fedecaglioni

[Recensione] “La Corte di Rose e Spine” di Sarah J. Maas

Buongiorno lettori!

Come vi anticipavo su Instagram, questa settimana sarà carichissima di recensioni 😍 oggi Sarah J. Maas e nei prossimi giorni… Kerri Maniscalco!! Ebbene sì, ma procediamo con ordine, a iniziare dal primo volume dedicato a Feyre!


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“Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell’istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l’arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me.” Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L’animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge “ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita”. Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l’allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente. Quando poi un’ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo…

Feyre deve mantenere la propria famiglia in ogni modo possibile. Caccia tutto ciò che può, impara ciò che non sa e che potrebbe permette a lei, le sue due sorelle e suo padre di sopravvivere alla povertà imperante in cui sono caduti da quando i debiti hanno schiacciato la loro famiglia. Feyre deve prendersi cura di loro perché lo ha promesso a sua madre in punto di morte. Così, quando la cerva che stava cacciando viene puntata anche da un grosso lupo, non ha altra scelta che indirizzare la propria freccia verso quella creatura immensa, consapevole però che dietro quegli occhi così attenti non si nasconde solo un animale, ma un Fae Maggiore, creature spietate che per secoli hanno trattato gli umani come schiavi e che adesso li hanno relegati a sud di una barriera impenetrabile. Creature che è vietato uccidere. Ma Feyre deve portare a casa qualcosa da mangiare e quello è un lupo, nient’altro. Ma quella morte ha delle conseguenze pericolose, conseguenze che la porteranno a infrangere la promessa fatta sua madre.

«Una vita per una vita. Qualunque attacco ingiustificato da parte di un umano a un membro della nostra razza può essere ripagato solo con una vita umana in cambio.»

Perché un Fae Maggiore si presenta da lei e dalla sua famiglia, una creatura mostruosa con zanne e corna che minaccia di sterminarli tutti se non ripagherà il debito che ha contratto uccidendo quel lupo. Una vita per una vita e Feyre segue Tamlin, il suo nuovo carceriere, a Prythian, il regno dei Fae, e nella Corte di Primavera. Qui inizia la sua nuova vita, libera da obblighi e responsabilità, ma bloccata in un castello e in una terra colpita dalla maledizione. Nessuno dei Fae, infatti, può mostrare il proprio volto, coperto da una maschera a causa di un male che minaccia tutte le Corti di Prythian e, presto, anche il mondo degli umani.

«Perché… perché tutto questo?». Si chinò verso di me, così vicino che dovetti inclinare la testa per vederlo. «Perché il tuo entusiasmo di umana mi affascina… il modo in cui vivi ogni cosa, nel tuo ciclo di vita, così selvaggiamente e profondamente al tempo stesso, mi… rapisce.»

Considerando che La Bella e la Bestia è una delle mie storie preferite, ho iniziato La Corte di Rose e Spine con i piedi di piombo e molti dubbi. Temevo il confronto ma è una cosa che, per fortuna, è stata smentita subito. Ambientata in questa Corte dove vige sempre un clima primaverile (ci sono poi la Corte d’Estate, quella d’Autunno, d’Inverno, insieme a quelle dell’Alba, del Giorno e della Notte), la storia segue l’ingresso di Feyre nel mondo magico dei Fae Maggiori e dei Signori Supremi (coloro che sono a capo delle diverse Corti), passando dal suo odio viscerale per queste creature per lei bestiali a una totale revisione delle sue certezze, mostrando una protagonista orgogliosa (molto) e comunque imbarazzata dalle evidenti differenze tra lei, un’umana, e Tamlin, un Fae Maggiore, vedendo se stessa spesso come non all’altezza della sua presenza. Una cosa che, sembra, venga via via percepita sempre meno da Tamlin, affascinato e conquistato da Feyre a tal punto da mettere a repentaglio la soluzione per sconfiggere la maledizione pur di tenerla al sicuro. Perché ciò che minaccia lui e Feyre è una presenza un bel po’ più concreta e vendicativa (nonché crudele) di quanto appaia. E Tamlin preferisce sacrificare se stesso che Feyre.

Stavo per partire. Proprio quando quel posto era diventato più di un rifugio, l’ordine del Suriel una benedizione e Tamlin molto più di un salvatore o un amico, io me ne andavo via. Sarebbero potuti passare anni prima che avessi rivisto di nuovo quella casa, risentito il profumo del roseto, rivisto quegli occhi screziati d’oro. Casa… quella era la mia casa.

Narrato in prima persona da una Feyre davvero testarda e poco collaborativa, anche quando avrebbe potuto esserlo abbastanza da porre fine a ogni cosa, La Corte di Rose e Spine porta nel mondo degli young adult la classica storia di Belle, mostrando una protagonista un po’ più realistica di quella che siamo abituati a conoscere. Non mancano quindi gli aspetti più passionali dell’attrazione, né le parti crude e sanguinolente degli scontri e delle prove che Feyre deve affrontare per conquistare il tanto desiderato lieto fine… che comunque lascia aperti moooolti dubbi sul suo essere davvero lieto (altro che Favole!) Come per l’altra serie di Sarah J. Maas che adoro, Throne of Glass, anche qui lo stile e l’intrigo travolgono nella lettura, a cui si aggiunge la forza dei sentimenti descritti, dei personaggi incredibili e che, anche se paiono dalla parte sbagliata (Rhysand parlo con te!), lasciano decisamente con il fiato sospeso. Oltre a prometterne delle belle nei volumi successivi!

A parte che, tra internet e trame dei volumi successivi, mi son già fatta degli spoiler mica male, io guardo al futuro e (per ora) spero che l’adorato Tamlin e Feyre restino assieme (che poi, mi aspetto finisca come con Chaol in ToG…)! Quando avrò il secondo in mano, vedremo 😅

Conoscete questa serie di Sarah J. Maas? #TeamRhys o #TeamTamlin (siate buoni, non so ancora cosa succederà nei volumi successivi)?

Fatemi sapere e stay tuned per domani Federica 💋

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