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[Recensione] “La Corte di Fiamme e Argento” di Sarah J. Maas

Buongiorno e buon lunedì!

Con la recensione di questo romanzo arrivo un po’ più tardi di quanto avessi voluto, purtroppo causa lavoro! Comunque sia, a quasi un mese dalla sua uscita, vi parlo dell’ultimo volume di Sarah J. Maas edito da Mondadori!


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Nesta Archeron non è quel che si dice un tipo facile: fiera del suo carattere spigoloso, è particolarmente facile alla rabbia e poco incline al perdono. E da quando è stata costretta a entrare nel Calderone ed è diventata una Fae contro la sua volontà, ha cercato in ogni modo di allontanarsi dalla sorella e dalla corte della Notte per trovare un posto per sé all’interno dello strano mondo in cui è costretta a vivere. Quel che è peggio è che non sembra essere ancora riuscita a superare l’orrore della guerra con Hybern. Di certo non ha dimenticato tutto ciò che ha perso per colpa sua. A rendere ancora più irritante la sua situazione, poi, ci pensa Cassian, apparentemente dotato di una naturale predisposizione a farle perdere il controllo. Ogni occasione è buona per stuzzicarla e provocarla, rendendo però allo stesso tempo evidente la natura del focoso legame che, loro malgrado, li unisce. Nel frattempo, le quattro infide regine, che durante l’ultima guerra si erano rifugiate sul Continente, hanno siglato una nuova e pericolosa alleanza, una grave minaccia alla pace stabilita tra i regni. E la chiave per arrestare le loro mire potrebbe risiedere nella capacità di Cassian e Nesta di affrontare una volta per tutte il loro passato. Sullo sfondo di un mondo marchiato dalla guerra e afflitto dall’incertezza, i due Fae tenteranno di venire a patti con i loro personali mostri, con la certezza di trovare, l’uno nell’altra, quel qualcuno che li accetta così come sono e che li può aiutare a lenire tutte le ferite.

Nesta Archeron si è spezzata dopo la guerra con Hybern e per sopportare le conseguenze del conflitto, e anche del potere che ha sottratto al Calderone, ha deciso di allontanarsi da tutto e da tutti, compresa dalla sua famiglia e dalla Corte dei Sogni di Rhys e Feyre, per affogare ciò che la tormenta nell’alcol, nel sesso e nei bagordi più sfrenati. Lo scopo è stordirsi tanto da dimenticare che niente riporterà mai indietro chi ha perso e che per lei non esiste una possibilità nel mondo Fae, neppure la più piccola speranza.

Non era casa, quel luogo. Così come neanche il suo appartamento lo era stato. E neppure la bella casa nuova del padre, prima che Hybern la distruggesse. E neanche la capanna o il glorioso maniero prima di essa. Casa era una parola che non conosceva.

Ma a Feyre, dopo aver tanto tollerato quel pessimo comportamento, la situazione non sta più bene. È stanca di vedere sua sorella distruggersi, perciò offre a Nesta una possibilità di scelta, l’ultima: o accetta di abitare nella Casa del Vento e seguire Cassian tra gli Illyrian per allenarsi a combattere, o deve fare ritorno nei territori degli umani, senza poter più ritornare. La decisione non è che una in realtà, ma la testardaggine della maggiore delle sorelle Archeron rappresenta una vera e propria spina nel fianco per Cassian, lui che non ha fatto altro che gettare ancore di salvezza a colei che, sin dal loro primo incontro, ha rappresentato un punto di svolta nella sua lunga vita da Fae. Ma per il generale Illyrian occuparsi di Nesta è solo uno dei compiti che i suoi Signori Supremi gli hanno affidato. A lui spetta anche trattare con Eris, l’erede della Corte d’Autunno, mentre suo padre Beron trama con le Regine Umane per scatenare una nuova guerra e gettare Prythian nel caos.

Si era tenuto lontano da Nesta per i successivi nove mesi. Molto molto lontano. Era arrivato a tanto così dal commettere uno stupido sbaglio, dal mettere a nudo il proprio cuore e lasciarglielo strappare via dal petto. Era riuscito a stento ad allontanarsi mantenendo un minimo di dignità. Sul suo cadavere lei lo avrebbe fatto di nuovo.

Tra uno spossante addestramento fisico in cima alla Casa del Vento e il lavoro nella Biblioteca, quel santuario dove vengono accolte e protette tutte le femmine che sono sopravvissute a un trauma, Nesta si ritrova a lavorare anche su se stessa, sull’oscurità che la divora e che, davanti a Cassian e alla sacerdotessa Gwyn, ma anche alla femmina Illyrian Emerie, sembra allentare un po’ la presa su di lei, almeno finché il suo legame con il Calderone non la porta ad assistere Cassian e la Corte di Rhys e Feyre nella lotta segreta per mantenere la pace a Prythian, mettendo in pericolo quella stabilità e la precaria sopportazione che si sono instaurate tra lei e chi, come Amren e Rhys, non si fida poi così tanto di lei. Ma con tre armi potentissime da rintracciare e trovare prima degli altri, Nesta deve scendere a patti con ciò che è accaduto, accettarlo e trasformarsi in colei che Cassian crede possa diventare, magari proprio grazie al rapporto con il coraggioso generale Illyrian e a un antico gruppo di femmine guerriere, le Valchirie.

«È un patto stupido.» Gli occhi di Nesta si ridussero a una fessura sottile. «Pensavo che fossi un generale. Non dovresti essere bravo nei negoziati?» Cassian sorrise. Almeno non stavano litigando. «Non ho strategie quando si tratta di te.»

«È questa la chiave, capisci? Sapere che l’oscurità resterà per sempre, ma che la cosa importante è… scegliere in che modo affrontarla e gestirla. Non lasciare che ti consumi. Concentrati sul bene, sulle cose che ti riempiono di meraviglia.»

Premesso che il comportamento di Nesta post Hybern non me l’ha resa simpatica all’inizio della storia, ero curiosa perché sono fan della ship Nessian (credo di avervelo detto anche alla fine dell’ultimo volume) e speravo in un romanzo del genere per questi due personaggi. Interessante, al di là della scoperta/conferma su quanto fosse meraviglioso Cassian, è tutto il processo di guarigione di Nesta, che passa attraverso la Biblioteca, la Casa che si fa presenza senziente e attiva e il rapporto di amicizia/sorellanza con Gwyn ed Emerie, due femmine che, con lei e l’addestramento per diventare Valchirie, riscoprono la loro forza interiore e la determinazione per affrontare il mondo esterno senza esserne sopraffatte. Se si guarda nel profondo, quindi, La Corte di Fiamme e Argento è una storia di riscatto e di evoluzione, dove l’amore, l’accettazione e il sostegno reciproco permettono di affrontare anche i pericoli più grandi a testa alta e con coraggio, condita con colpi di scena da infarto, momenti strappalacrime e attimi di puro batticuore.

Ed è della scorsa settimana la notizia che anche questa serie di Sarah J. Maas, come Throne of Glass, passa da Chrysalide nella collana Oscar (Qui il post), ottenendo una nuova veste grafica e con la traduzione (finalmente!!!) della novella A Court of Frost and Starlight! Io non vedo l’ora esca e voi?

Avete letto la storia di Cassian e Nesta? La leggerete?

Federica 💋

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