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  • fedecaglioni

[Recensione] “L’orphelin de Perdide” di Stefan Wul

Buongiorno 😊

La recensione di quest’oggi ci porta nella fantascienza alla francese, che, vi dirò, è molto simile a quella americana (almeno in questo caso).


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Que faire quand vous avez 4 ans et que vous vous retrouvez tout seul sur une planète peuplée de frelons géants ? Vous écoutez la petite voix qui sort de votre radio. Car à l’autre bout, il y a le Grand Max, un pirate de légende. Il a tué des dragons, soumis des mondes et acheté une planète. Et il compte bien venir vous sauver.


Spazio profondo, sul pericoloso pianeta chiamato Perdide un padre, Claude, e suo figlio lottano per raggiungere dei boschi prima che dei calabroni giganti li raggiungano e li divorino. Nella traversata a piedi del deserto, però, Claude, stremato, comprende di non riuscire più a proseguire il cammino. In un ultimo disperato tentativo di proteggere il bambino di soli quattro anni, invia un messaggio al trasmettitore intertemporale e spaziale (cioè capace di abbattere la distanza e consegnare i messaggi in tempo reale) del suo caro amico Max, esploratore spaziale e unico in grado di andare a salvare il piccolo Claudi prima che sia troppo tardi.

Perdide n’est pas le coin tranquille dont vous nous donniez l’image l’autre jour.

Ricevuto il messaggio, il Grande Max, impegnato a trasportare due regnanti fuggitivi in un’altra galassia, abbandona quel compito e insieme a Belle e Martin (i due coniugi) e Silbad, un vecchio amico, nonché custode del pianeta di cui lui è proprietario, si imbarca in un viaggio che, in pochi mesi, dovrebbe portarli su Perdide, alla ricerca di Claudi, il bimbo che, miracolosamente, è ancora vivo. Il nodo cruciali, tuttavia, è capire come farsi che il bambino resti in vita mentre loro viaggiano per raggiungerlo. A questo serve però il trasmettitore che Claudi ha portato con sé dalla morte di suo padre: attraverso quel piccolo oggetto, il bambino sente le voci (sempre diverse) di quell’amico di cui il padre gli ha spesso parlato e grazie al quale, soprattutto grazie all’esperienza di Silbad, riuscirà a nutrirsi e sopravvivere su quel pianeta altrimenti ostile. Perché quel vecchio un po’ strampalato, che si dichiara innamorato di un intero pianeta, è anche lui un sopravvissuto scappato

« En fait, ce voyage m’aura profiter plus que tous les autres à la fois… » Elle eut presque l’air choqué. « Vous avez trouvé un moyen… » Il coupa : « Je ne parle pas d’argent. » Il la regarda et la trouva splendide. Ses yeux levés vers lui s’avivaient de l’éclat de larmes récentes. Avec ses lèvres légèrement gonflées, entrouvertes par l’attente sur la nacre des dents, elle était plus désirable que jamais.

L’ophelin de Perdide è un romanzo che, secondo me, si inserisce senza problemi tra i classici della fantascienza americana, pur essendo scritto in francese. Lo stile, la trama e i personaggi mi hanno ricordato molto la saga di George Lucas di Star Wars (che vedrà la luce quasi vent’anni dopo questo romanzo) e i rompicapo temporali in stile Doctor Who, che fanno del viaggio per salvare Claudi una vera corsa contro e indietro nel tempo! Il grande paradosso temporale, quello di due persone che, benché distanti anni luce le une dalle altre, possono comunicare tra tra loro come se si trovassero nello stesso posto e nello stesso momento, gioca infatti in questo romanzo un ruolo centrale nello sviluppo della vicenda e soprattutto nella preparazione di quello che sarà il vero punto di svolta per la chiusura del romanzo. Io non ve lo svelo, perché magari conoscete il francese e volete leggervi questa storia comunque in lingua originale senza conoscerne il fulcro e il grande segreto attorno al quale ruota la vicenda, però, e qui prendo in prestito una frase del Dottore: “si chiama paradosso Dummet. Cercate su Google.”

Voi leggete libri di fantascienza? Conoscete dei romanzi fuori dai classici più “commerciali”?

Fatemi sapere

Federica 💋

#StefanWul #ViagginelTempo #fantascienza #recensione #libri #LorphelindePerdide

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