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  • fedecaglioni

[Recensione] "Il Bardo e la Regina" di Paola Zannoner

Buongiorno a tuttə!


Il libro di oggi è una lettura che aspettavo da tanto di poter fare, una volta trovati tempo e ispirazione. Finalmente sono riuscita a trovarli entrambi e a leggere Il Bardo e la Regina di Paola Zannoner.

Titolo

Il Bardo e la Regina

Autore

Paola Zannoner

Editore

DeA Planeta

Pubblicazione

Ottobre 2019

Genere Storico, narrativa

Formato

Cartaceo (17€) ~ Digitale (8,99€)

Pagine

432

Acquisto

Sito editore

Stratford-upon-Avon, 1585. È una notte scura, carica di nuvole, quella in cui un giovane attore scompare nel nulla alla fine di uno spettacolo. Si sentono ancora gli applausi e le urla del pubblico, quando il ragazzo viene incappucciato e trascinato via da un manipolo di uomini neri come corvi. Si tratta di William Shakespeare. La testa piena di sogni, il cuore pieno di passione, Will ha poco più di vent'anni quando guadagna una notevole fama con le sue commedie, attirando su di sé le attenzioni sbagliate. Quelle di Lord Walsingham, capo delle spie di Sua Maestà Elisabetta I. È proprio Lord Walsingham, con l'aiuto dell'affascinante e misteriosa Lady Anne, ad assoldare Will tra gli informatori della Regina. Will si trova così catapultato nella grande, caotica, multiforme Londra e impiegato nella compagnia teatrale di James Burbage. La sua vera missione, però, non è sul palco: è tra i vicoli bui, nelle taverne affollate. Sarà gli occhi e le orecchie di Elisabetta, un uomo al servizio del regno. Quello che Will ancora non sa è che, da quel momento in poi, il suo destino sarà legato a doppio filo a quello della Regina. Per sempre.

Chi è William Shakespeare all’inizio della sua carriera? Nessuno se non un attore di poca fama che si esibisce nelle locande di Stratford e cerca di portare a casa qualche soldo per mantenere la sua famiglia numerosa e messa insieme in giovane età. Ma il giovane Shakespeare è bravo ad ammaliare il popolo con la sua parlantina, le rime allusive che ripercorrono i modi di parlare della gente comune e quindi avvicinano le sue rappresentazioni improvvisate a chiunque si voglia fermare ad ascoltarlo.

Per questo viene avvicinato da un potente Lord, il responsabile delle spie di sua maestà, il quale gli offre la possibilità di recarsi a Londra e lavorare per lui e l'Inghilterra affinché tenga d'occhio la scena popolare in vista di qualche possibile ribellione cattolica.

Si apre così per Will un mondo di possibilità da sfruttare come attore e forse autore presso il Theatre, il teatro situato a Shoreditch e gestito dall’impresario Burbage, che diventerà la sua seconda casa a Londra – e i Burbage la sua seconda famiglia. Ma Will deve lavorare per la corona e mentre tiene d’occhio le locande per sviare i complotti cattolici, gli verranno consigliato delle misteriose “ricette”.

E se la vita stessa fosse stata un sogno? Se lassù sul palco si animasse la proiezione dei pensieri più profondi e oscuri, e dunque fosse quella la vera vita umana?

Piccoli opuscoli che contengono opere da redigere, quasi da copiare, con indicazioni da seguire per trasmettere i valori del committente e della corona senza correre il rischio di essere arrestato per tradimento. Ma a Will quegli opuscoli suonano artificiosi, ampollosi e dalla lingua davvero lontana da quella delle persone comuni, coloro che il teatro ha come pubblico tutti i giorni e ai quali si rivolge. Perciò decide di metterci mano, con l’aiuto del supponente Christopher Kit Marlow, per dare prova di un teatro dinamico, vivo, vicino alle persone e capace di distrarli dalla povertà delle loro esistenze, dalla fatica e dai dolori di un’esistenza messa a repentaglio da ogni sorta di calamità, compresa la peste e la guerra contro la cattolica Spagna.

La vita di Shakespeare si lega a doppio filo a quella del proprio, misterioso, ghostwriter, uno che ha le idee ben chiare su ciò che deve essere presentato alle persone, opere che glorifichino la monarchia Tudor attraverso l’esaltazione dei suoi predecessori, coloro che hanno portato al regno di Elisabetta I, una regina che ama circondarsi di bellezza e gioventù, ossessionata dai tradimenti e dalle possibilità di veder cadere la sua monarchia in favore dei cattolici. E mentre anche la peste prende a imperversare per le strade di Londra e i teatri chiudono, gli orizzonti letterari e sociali di Will si allargano, preso sotto l’ala del conte Southampton, un giovane gentiluomo che è coinvolto nella corte della Regina e che, a quanto sembra, conosce bene ciò che è il grande segreto della meravigliosa carriera di William Shakespeare, benché il suo sia un genio tutto particolare, legato alla grande capacità di leggere il popolo e il suo cuore.

Anche lui si serviva della mistura di tre elementi della natura: il minerale era l’inchiostro fluido e nero, l’animale la penna d’oca appuntita, e il vegetale il foglio di carta bianca. L’opera era nero che spiccava sul bianco grazie a un quarto, immateriale elemento: l’ingegno umano.

Tra le donne, lo speziale Thomas, i suoi insegnamenti di alchimia e la ricerca di uno stile che sia capace di emozionare il pubblico così da poter vivere della sua scrittura come ha sempre sognato sin dai primi spettacoli nelle taverne di Stratford, Will fa di Londra e del Theatre, con i Burbage e gli attori, la sua casa, il luogo dove esprimere sé stesso e dove interpretare il mondo mentre la corona e il suo “cuoco” spingono verso un teatro che educhi e diverta, che sottometta e distragga quando tutto ciò che Will vorrebbe è raccontare come stanno le cose, nel bene e nel male.

Paola Zannoner, con Il Bardo e la Regina, costruisce un romanzo storico fatto di intrighi, tentativi di colpi di stato e, soprattutto, tanto teatro. Ma non attraverso la rappresentazione diretta degli spettacoli, no. Perché il racconto riguarda l’uomo, il giovane artista nel suo divenire un drammaturgo acclamato, il Bardo degli inglesi, colui che ha dato vita a un nuovo teatro e a un nuovo modo di raccontare l’esistenza umana attraverso ciò che prima veniva ignorato: la lingua e la voce del popolo.

Si indaga e si cerca di spiegare perché a volte le opere che si attribuiscono a Shakespeare sembrino scritte da mani diverse, di spiegare come mai il figlio di un guantaio fosse tanto acculturato da conoscere il latino, il francese e l’italiano e inserire tutte le influenze del passato nelle sue opere quando più della metà della popolazione del suo stesso ceto sociale era appena in grado di avere un’istruzione media. Ed è un’avventura tra gli intrighi di una corte dove la presenza di una donna non sposata sul trono rappresentava un elemento destabilizzante, tanto da segnare mentalità e opere culturali di ogni sorta.

Se la vita era un palcoscenico, bisognava recitare bene, anzi, interpretare il ruolo assegnato, e non restare comparse inerti. Se la vita era un palcoscenico, bisognava brillare e sorprendere, essere speciali.

Ho amato ogni pagina di questo libro perché, già in partenza, ho un debole per William Shakespeare. Qui poi si va a cercare l’origine delle sue opere e le si colloca in una Londra oscura e colma di personaggi loschi, di spie e di una caccia al traditore che pone il Bardo in una posizione quasi intoccabile grazie alla protezione del suo mecenate, un’insospettabile figura che per tutti gli anni della produzione di Shakespeare resta nell’ombra e distante quanto lo è la donna che serve, sua maestà Elisabetta I. Benché appaia nel titolo, questa potente sovrana è quasi una figura mitologica nel libro e ciò dà bene l’idea di quello che comunque è il rapporto tra chi governa e il suo popolo, anche se qualcuno in quel popolo porta avanti la sua missione, facendosene anche beffe.

È un romanzo sugli esseri umani che devono essere stati i grandi nomi giunti fino a noi, su come Will è giunto a essere il Bardo, tra fortuna, ingenuità, avventatezza e anche una grande capacità di leggere il mondo e i suoi desideri, le sue paure, le necessità e le speranze. Si racconta e si immagina ciò che la storia non tramanda, la quotidianità della routine creativa di Shakespeare, i suoi alti e bassi, con uno stile incalzante e appassionante, caratterizzato da un lirismo tipico del teatro e da una veracità che fa emergere aspetti più sarcastici e divertenti, proprio come lo sono le opere di Shakespeare.

In poche parole, Il Bardo e la Regina ci restituisce l’anima di Will, l’uomo dietro il mito e capace di incantare i cuori con le sue opere.

Inutile dirvi che è consigliatissimo, soprattutto se come me vi piace immaginare la vita dei personaggi storici! Fatemi sapere se rientra nei vostri gusti e se lo leggerete!


Federica 💋


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