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  • fedecaglioni

[Recensione] “I re del nord” di Bernard Cornwell

Buongiorno e buon lunedì!

In questa settimana prima di Natale si continua a sfoltire, e lo si fa in modo definitivo, la mia lista di #MyLiberaLoScaffale2021 e da oggi ci sarà una vera full immersion nell’Inghilterra alla fine del IX secolo!


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Corre l’anno 878 e re Alfredo ha appena liberato il Wessex dagli invasori vichinghi. Alla sua vittoria ha contribuito Uhtred, che ora, disgustato dalia grettezza del sovrano e dal suo atteggiamento estremamente bigotto, decide di lasciare il paese e di dirigersi a nord per vendicare il padre adottivo, barbaramente ucciso, e liberarne la figlia, prigioniera dell’assassino del padre, Kjartan, un danese rinnegato che vive nell’imprendibile fortezza di Dunholm e che da sempre è nemico giurato di Uhtred. Arrivato a nord, il giovane trova la regione in rivolta, immersa nel caos e nel terrore. Lui può contare solo su Hild, una monaca sassone che ha rinunciato alla vocazione, e sulla propria spada. Finché il caso non gli fa incontrare un manipolo di uomini comandati da un giovane schiavo autoproclamatosi re di Northumbria… In un mondo dai confini mutevoli dove regnano il caos e bizzose divinità, in una terra contesa tra i signori della guerra in cui il più prezioso alleato può trasformarsi in un nemico più gelido dell’aspro vento del nord, la follia può rivelarsi l’unica arma vincente…

Uhted di Bebbanburg ha aiutato Alfredo, re del Wessex, a sconfiggere i danesi. Ancora una volta. Ma per lui, erede usurpato di una delle località meglio fortificate della Northumbria, la ricompensa è stata piccola in quantità e di valore. Ancora una volta. Per questo con la monaca Hild, liberata dai danesi e divenuta la sua amante, si reca al nord, lontano dal Wessex e da un re che detesta, che lo detesta a sua volta e dal quale viene trattato con riserva per via del suo essere un pagano, invece di un devoto aldermanno sassone. La missione è duplice: capire come poter sottrarre Bebbanburg a suo zio; e vedere di chiudere per sempre i conti con Kjartan e suo figlio Sven, colpevoli di aver ucciso la famiglia danese in cui ha vissuto, prima come schiavo e poi come figlio di Ragnar l’intrepido.

Così l’Armigero spettrale aveva incontrato il re schiavo. Sven l’Orbo si trascinò carponi dal padre e il folle destino che incombeva sul Northumbria divenne ancora più folle.

Ma la spedizione a nord di Uhtred e Hild li porta a incrociare le strade dei diversi signori della Northumbria, tra le quali vi è quella di Guthred, danese e pagano eletto re del nord da un santo cristiano. Un re che è stato reso schiavo e che Uhtred, per caso, libera mentre cerca di attraversare incolume i territori sotto il dominio di Kjartan. Nel rapporto con il muovo re, Uhtred si trova davanti a una persona completamente diversa da Alfredo, un sovrano per il quale lottare e in cui porre fiducia per andare a recuperare Bebbanburg. Anche in vista della possibilità di sposarne la sortella, Gisela, la quale è certa di essere destinata a Uhtred. Ma per conquistare la Northumbria e scacciare i danesi che lo hanno reso schiavo, re Guthred ha bisogno di un esercito che, su suggerimento dei preti, va a cercare presso un signore pio e cristiano, Ælfric di Bebbanburg, zio di Uhtred, il quale pretende in cambio la testa del nipote.

Alfredo non riusciva mai a essere così buono come avrebbe desiderato, ma non smetteva di provarci. Da tempo io avevo accettato di essere una creatura imperfetta, ma lui non avrebbe mai fatto lo stesso.

Tra tradimenti, schiavitù, ribellioni e la chiusura di vecchi conti in sospeso, I re del nord fa da punto di svolta in almeno uno dei giuramenti che Uhtred ha siglato, cioè quello di vendicare la morte di Ragnar l’Intrepido insieme a suo figlio e cercare di scoprire se Thyra, la sorella, sia ancora viva per portarla in salvo. Approfittando della temporanea pace del Wessex con il signore vichingo Guthrum, convertitosi al cristianesimo, Bernard Cornwell fa muovere il suo personaggio fittizio verso un altro snodo storico realmente accaduto e celebrato dagli storici dell’epoca, dando voce a tutti coloro che, come lo stesso Uhtred, hanno combattuto per i grandi re e sono rimasti esclusi dalla biografia storica. Sullo sfondo di un territorio martoriato da scontri tra danesi e sassoni, tra faide religiose e sospetti contro gli infedeli pagani, la storia inglese ha prosperato grazie a individui il cui nome non sarà ricordato, ma che qui vengono rappresentati sotto forma di un signore della guerra spodestato della sua terra, sassone di nascita e danese d’adozione che pone la sua spada, spesso controvoglia al servizio di un progetto immenso.

«Alfredo crede nelle promesse di Dio e sogna una terra libera dai pagani, una terra in cui il nemico sia completamente annientato e sopravviva solo chi crede in Cristo. Se nella nostra isola c’è un uomo di cui aver paura, è Alfredo.»

Lunghe pagine dedicate alla schiavitù di Uhtred e al suo ritorno nel Wessex dopo essere stato tradito da Guthred portano la lettura a scorrere un po’ più lentamente del normale, mentre i passaggi che coinvolgono le vicende personali del guerriero, come l’incontro con Finan, guerriero irlandese conosciuto sulla nave degli schiavi, o la ricerca di Gisela e la vendetta contro Kjartan portata avanti insieme al fratello Ragnar sono le parti più interessanti, quelle dove l’attenzione resta massima. Il terzo volume chiude parte dei conti con il passato e mette in moto eventi imprevedibili, con incontri che segneranno il suo futuro e quello del regno di Alfredo, soprattutto con lo stretto legame che Uhtred ha con entrambi i figli del sovrane, la principessa Æthelfled e l’edere Edward, legami che da qui in avanti diventeranno sempre più profondi.

Da adesso in avanti la vita di Uhtred è legata al Wessex! Chissà come andrà? Beh, domani ne scopriamo un nuovo tassello!

Federica 💋

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