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  • fedecaglioni

[Recensione] “I fiori di Elisabetta: La leggenda di Castel Marina” di Maria Cristina Piz

Buongiorno 😊

Un mesetto fa vi segnalavo questo libro e oggi ve ne parlo, per un lunedì tra fantasmi e misteri che sanno di gotico!

Prima, ovviamente, un grazie è doveroso alla casa editrice per la copia digitale del romanzo.


La giornalista Elena viene incaricata di scrivere un articolo sulle vicissitudini di Castel Marina e di un ipotetico fantasma che porta vendetta e dolore ai clienti dell’albergo che domina il piccolo borgo. In quelle settimane Elena vivrà l’angoscia e gli incubi di Nirak, che la perseguiterà facendole rasentare la pazzia, portandola verso l’oblio e la morte della sua anima. Solo l’essenza protettiva dello spirito di Elisabetta permetterà ad Elena di ritrovare la lucidità persa e riprendere in mano la sua vita, fronteggiando una volta per tutte il malefico spirito del signor Nirak.

Elena, giovane giornalista di rientro al lavoro, viene mandata a Castel Marina per scrivere un articolo sulle misteriose apparizioni del fantasma che tormenta l’albergo, un tempo dimora del signor Nirak e della sua famiglia, un luogo che è stato teatro di eventi drammatici e che, a quanto pare, sembrano continuare a tormentare i visitatori sotto forma del fantasma del precedente proprietario. Durante le notti di luna piena, infatti, gli ospiti dell’albergo hanno testimoniato di aver visto e sentito il fantasma aggirarsi per i corridoi, incapace di trovare il proprio riposo dopo la tragica fine della sua famiglia. Ed Elena dovrà proprio cercare di capire su quale fondamento si basano questi avvistamenti, se sono veri oppure frutto dell’immaginazione un po’ vivace di certi ospiti. Arrivata al grande hotel, questa giornalista si troverà di fronte a un luogo antico, nonché di incredibile bellezza, ma circondato da un alone di mistero che si infittisce quando, giunta la luna piena, iniziano ad accaderle cose incredibili e molto spaventosi.


Perché Elena, giovani e dalle sembianze che ricordano la figlia persa dal precedente proprietario, attira l’attenzione del fantasma del signor Nirak, intenzionato a sfogare su di lei tutta la propria ira per ciò che è accaduto a sua figlia Elisabetta, nonché per la fine tragica della sua stessa vita. Tra misteriose apparizioni di fiori, i preferiti di Elisabetta (da cui il titolo), alterazioni incredibili dell’umore e delle percezioni di Elena, nonché segreti che minacciano la sua sanità mentale, questo breve romanzo segue in toni molto gotici ma comunque interessanti e coinvolgenti la lotta di questa giovane donna per sfuggire al dominio fantasmatico di questa figura patriarcale opprimente e, soprattutto, vendicativa. Ne I fiori di Elisabetta, secondo volume della serie dedicata a Castel Marina, un ruolo fondamentale lo svolge anche un’altra figura illusoria e che comunque non abbiamo mai modo di vedere davvero, se non attraverso i ricordi di chi l’ha conosciuta, ed è la figlia Elisabetta. Questa giovane ragazza, un po’ come la protagonista, Si ritrova a ripercorrere il proprio cammino di liberazione dalla figura paterna attraverso le esperienze di Elena e funge un po’ da protettrice di questa protagonista comunque intenzionata a giungere fino in fondo al mistero che circonda l’albergo. Il costo di questo suo tentativo è incredibilmente pericoloso, però grazie ai personaggi secondari si crea una commistione tra le lotte interiori e un combattimento “reale” in cui si gioca la liberazione della mente di Elena, una donna che ricorda molto per temperamento e indipendenza la figlia che il fantasma non ho potuto controllare e, a suo modo di vedere, salvare.

Non avrebbe più rivisto il fantasma. Forse per la serenità intima provata, dopo tanti giorni di sofferenza, guardava ora il mondo con occhi completamente diversi, come se fosse rinata dopo un lunghissimo incubo.

Il romanzo è molto breve, lo si legge davvero in poche ore, tuttavia non è per questo una lettura scontata o comunque passeggera. La si apprezza in ogni suo momento, soprattutto in quei passaggi dove Elena si trova a dover affrontare il tormento scatenato da Nirak, grazie anche allo stile fluido e ben dotato dell’autrice. Ci sono, per ovvie ragioni, degli elementi che vengono a mancare nella comprensione della storia si non si hanno ben presenti i fatti del libro precedente, tuttavia questa mancanza non preclude la comprensione e la godibilità della storia, che si costruisce come un tassello a sé stante di un mondo più grande, del quale ci sono altri pezzi da raccontare, ma che qui funziona benissimo senza dover per forza conoscere anche gli altri.

Io ovviamente recupererò anche gli altri volumi della serie, sapendo già che il prossimo anno ne uscirà un quarto, conclusivo del racconto che svela i segreti attorno ai misteri di Castel Marina! Voi però nel frattempo fatemi sapere se questa storia vi ha incuriositi e se la leggerete 😊

Federica 💋

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