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  • fedecaglioni

Recensione di “Una ragazza come me” di Sara Tricoli

Buongiorno e buon Giugno 🙂 Oggi si inizia il mese, la settimana e il lunedì con una recensione! 


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TRAMA

Una ragazza di 14 anni, Clara, svogliata nello studio e chiusa in un suo mondo, in conflitto con sua madre e ormai rassegnata a non avere nessun dialogo con suo padre; costretta a passare tutta l’estate in una scuola sperduta tra le montagne. Lei non sa che qui troverà un caro amico, il cugino Moreno che non vede dall’età di 5 anni, ma che si rivelerà per lei un vero amico quasi un fratello. Li accomuna il fatto di avere entrambi dei genitori troppo impegnati e distanti e li accomuna i brutti voti a scuola, ma le cose possono cambiare, se si conosce la verità. Troverà l’amore, inaspettato e innocente. Troverà un professore, un po’ speciale, che non la giudicherà e saprà scorgere in lei qualcosa di più. Capirà che è dislessica e come d’incanto ogni tessera del mosaico troverà la sua collocazione, finalmente. E Clara troverà se stessa.

OPINIONE

Tutti alle medie avvertono le prime avvisaglie dei problemi adolescenziali: le incomprensione con i genitori, il bisogno di essere accettati dal gruppo e il non andare bene a scuola perché non si ha voglia o si pensa ad altro. Anche per Clara è così, ma non dipende dal suo essere svogliata perché non lo è: Clara non va bene a scuola perché è dislessica e con i normali metodi d’insegnamento lei non riesce a imparare nulla, o apprende molto meno di quello che potrebbero consentirle le sue capacità. Per fortuna, anche se all’inizio la vede come una condanna, i suoi genitori le fanno passare le vacanze estive in una scuola sperduta tra le montagne e qui Clara scoprirà che, in una «scuola per ritardati», i suoi “problemi” possono trasformarla in una persona speciale e al centro, in senso positivo, di mille attenzioni. La storia di Clara, di suo cugino Moreno, della compagna di stanza Sara e di Mirco è una favola per adolescenti. Niente fate madrine e topini parlanti, assolutamente no. Quello che ho trovato in Una ragazza come me e che mi ha ricordato le favole di quando ero piccola è la dolcezza e la voglia di insegnare qualcosa ai protagonisti, ma anche a chi legge. E questo qualcosa è la fiducia in se stessi, ma anche la speranza che problemi e avversità si superano avendo accanto le persone che ci vogliono bene e cui vogliamo bene, siano esse genitori o amici. L’autrice, con una piccola nota prima che il romanzo inizi, esprime la propria speranza che questo suo libro aiuti chi è dislessico a capire che non si è né stupidi, né ritardati, e che permetta a chi ha conosciuto un dislessico di comprendere meglio ciò che deve affrontare chi con la dislessia deve convivere. Ma credo che sia riuscita a fare qualcosa di ben più importante: ha incanalato il superamento dei problemi che la dislessia può dare all’interno del processo di crescita adolescenziale. Questo fa sì che anche chi non ha nessun disturbo dell’apprendimento si senta coinvolto nel processo di maturazione di Clara e di suo cugino Morris. È una favola per adolescenti raccontata con dolcezza, semplicità e rispetto per tutti i punti di vista che entrano in gioco durante la narrazione. Non manca nemmeno il principe azzurro, Mirco, ma nonostante l’aspetto fiabesco che circonda l’inizio della sua storia con Clara, è stato bello leggere di come questa fiaba abbia saputo affrontare con maturità i problemi dei due ragazzi!

Voto: ⭐️⭐️⭐️1/2

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