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  • fedecaglioni

[Recensione] “Assedio e tempesta” di Leigh Bardugo

Buongiorno e buon lunedì!

Ad aprire questa nuova settimana di luglio arriva il secondo volume della serie che ha aperto le porte al Grishaverse! Torno a parlarvi di Alina Starkov, l’Evocaluce!

Attenti, se non avete letto il primo libro o visto la serie tv, saltate il primo pezzo della recensione.


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“Non sarà sempre così” dissi a me stessa. “Più tempo passerai da libera, più diventerà facile.” Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell’acciaio Grisha nella mano.

Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d’Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L’Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d’Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l’aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d’Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l’Evocaluce dovrà scegliere tra l’esercizio del potere e l’amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l’imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l’Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

Settimane dopo essere sopravvissuta alla Faglia e al massacro dell’Oscuro, Alina e Mal si rifugiano oltre il Mare Vero, in fuga dal nemico che è sopravvissuto e dal re che, con ogni probabilità, vuole veder sparire dalla faccia della terra tutti i Grisha. La loro giornata procede a stento, tra lavori sfiancanti e nottate passate a temere le ombre, nell’attesa di poter racimolare abbastanza denaro da poter svanire per sempre. Ma l’Oscuro ha bisogno di Alina, non è disposto a lasciarla andare e quando alla fine la ritrova, il suo scopo non è cambiato. Lei è il mezzo perfetto per controllare i loro poteri condivisi, e dopo averla dotata delle corna del cervo, ora vuole affidarle un secondo amplificatore tra quelli descritti da Ilya Morozova, un Grisha ritenuto pazzo ma collegato a uno dei tanti Santi dei quali, dopo l’espansione della Faglia, ora fa parte anche Alina.

Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell’acciaio Grisha nella mano.

Ma il piano dell’Oscuro non va come immaginato. Tradito dal corsaro assoldato per scortare lui e Alina alla ricerca del secondo amplificatore, l’Oscuro perde di nuovo l’Evocaluce, mentre lei, insieme a Mal, finisce per seguire il misterioso e volubile mercenario che, dopo un incredibile viaggio attraverso la Faglia, li pone davanti a una incredibile verità: Nikolai Lentsov, secondogenito del re, vuole portare l’Evocaluce di nuovo a Ravka e nella capitale Os Alta, per ricostruire il Primo e il Secondo Esercito e trovare un modo di distruggere l’Oscuro una volta per tutte. Ma se Mal non è del tutto certo di voler tornare in quel covo di serpi, nemmeno se per proteggere Alina, lei trova nel piano di Nikolai il proprio scopo, realizzando che forse l’Oscuro non mentiva nel dire che erano entrambi fatti per una vita fuori dall’ordinario, un’esistenza alla guida di Ravka. Leggendo la seconda parte di questa trilogia ambientata nel Grishaverse devo dire di aver storto più volte il naso davanti alle scelte fatte da Alina e Mal lungo tutto il libro, trovandoli un po’ l’ombra dei personaggi che tanto mi sono piaciuti in Tenebre e ossa, soprattutto Mal.

«Tutto quello che vale la pena fare comincia sempre come una pessima idea.»

Ho sentito tanto parlare di Nikolai e questo principe abile a dissimulare, a indossare maschere a seconda delle necessità è anche il solo che sembra attribuire ad Alina il giusto grado di responsabilità nel suo essere l’unica Grisha in grado di fermare l’Oscuro. È un personaggio che mi piaciuto davvero tanto e che spero di vedere di più nel prossimo volume, perché è capace di coinvolgere il lettore con la sua aria scanzonata eppure attenta ai reali problemi della nazione e delle persone che vi abitano, al contrario del resto della sua famiglia e dei nobili di Os Alta. Fantastici da leggere sono stati i passaggi che coinvolgono lui e Alina, una protagonista ancora fragile sotto molti punti di vista ma che, con la sua nuova posizione davanti al popolo e ai Grisha, deve dimostrarsi forte e autoritaria tanto da essere degna di guidare il Secondo Esercito. È un ruolo che non sembra fare per lei, eppure lo svolge arrivando a provare su di sé la stessa impressione di solitudine che circondava l’Oscuro, un nemico fisicamente lontano ma che per lei è fin troppo vicino, lui che appare tra le ombre che la circondano e che la separano da chi invece vorrebbe tenere accanto per sempre.

«Sai qual è il problema degli eroi e dei Santi, Nikolai?» chiesi mentre chiudevo il libro e mi dirigevo verso la porta. «Che finisce sempre che muoiono.»

Assedio e tempesta mette in gioco nuove possibilità e nuovi legami che meritano di essere analizzati, approfonditi e magari scombinati nel prossimo volume, soprattutto davanti all’inevitabile dipendenza tra l’Oscuro e l’Evocaluce che è nata all’inizio della storia e che qui si fa sempre più profonda. A conti fatti, però, questo secondo volume non mi ha entusiasmato quanto il primo, proprio per l’altalena emotiva di Alina e la deriva di Mal. A risollevarne le sorti è giunto Nikolai, per fortuna, e l’introduzione di due nuovi personaggi, Tolya e Tamar, gemelli Shu che si mescolano alla vita di Alina e Mal e permettono una super svolta nel finale.

Adesso spero che Rovina e ascesa risollevi le sorti della trilogia, perché al momento non sono poi entusiasta di come si è arrivati alla conclusione, né delle incertezze che avvolgono i personaggi. Incrociamo le dita!

Voi avete letto la trilogia? O conoscete l’altra serie di Leigh Bardugo, Sei di Corvi? Fatemi sapere nei commenti.

Federica 💋

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