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[Recensione] “Alla ricerca del Principe Dracula” di Kerri Maniscalco

Buongiorno lettori!

Dopo aver passato tutta la giornata di ieri a Londra, oggi seguiamo Audrey Rose e Thomas in Transilvania per dare la caccia al misterioso Principe Dracula!


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Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi – unica donna – alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell’oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l’Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula. Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all’oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell, dopo la tragica scoperta della vera identità di Jack lo Squartatore e l’aver fermato il pericoloso serial killer, partono per la Transilvania, per frequentare la più famosa scuola europea di medicina forense, situata nel castello di Vlad III Tepes, cioè il temibile Vlad l’Impalatore. Ma per Audrey Rose affrontare le conseguenze del suo primo caso non è facile, soprattutto perché vedere un cadavere le riporta alla mente gli istanti terribili vissuti con Thomas e l’omicida. Però ha intenzione di andare avanti, decisa a non affrontare il proprio trauma pur di dimostrare a un mondo di uomini che, a dispetto del suo sesso, anche lei può essere un medico. E quando, già sull’Orient Express, lei e Thomas si trovano coinvolti in un misterioso omicidio, con la vittima brutalmente trafitta da un paletto, la loro “tranquilla” permanenza nella scuola viene stravolta dal ritorno del solo e unico Principe Dracula.

Un cadavere era stato ritrovato con un paletto nel cuore nei pressi di Brasov – il villaggio verso cui eravamo diretti -, spingendo i superstiziosi a credere nell’improbabile: Vlad Dracula, il principe di Romania morto da più di quattrocento anni, era vivo. E a caccia di prede.

E il nuovo serial killer, le cui vittime già si mietono nel villaggio vicino alla scuola, mette ancor più in subbuglio le vite degli allievi quando anche gli studenti e gli abitanti del freddo, nonché sanguinario, castello, vengono presi di mira dal più famoso redivivo della storia. Però qualcosa non torna, le vittime vengono attorniate da un alone di mistero legate alle superstizioni che la popolazione nutre nei confronti del mitico Vlad, che li porta a riempire i cadaveri di aglio e a lanciare accuse verso chi, in quella scuola, commette atrocità come sezionare i cadaveri. In Alla ricerca del Principe Dracula Audrey Rose e Thomas scoprono nuove tecniche attraverso le quali un omicida può colpire, ma qualcosa in entrambi i giovani non va, con Audrey Rose che soffre di un forte stress emotivo e Thomas che, per un qualche motivo, non appare più il grande detective che abbiamo conosciuto nel primo libro.

«Hai già fissato la paura negli occhi e l’hai fatta tremare. Ce la farai anche questa volta, Wadsworth. Noi ce la faremo anche questa volta. È un dato di fatto, più tangibile di qualsiasi sogno o incubo. Ho promesso che non ti avrei mai mentito, e intendo tenere fede alla mia parola.»

Rispetto al primo volume, la seconda avventura delle Indagini di Audrey Rose (e Thomas) presenta un intrigo un po’ più complesso e i diversi indizi controversi portano a sviare i sospetti diverse volte lungo le quattro settimane che i due giovani passano nell’antica residenza del Principe Dracula. L’intrigo si infittisce, ampliando la platea dei personaggi secondari che ruotano attorno ai due protagonisti, e questa nuova platea di personaggi arricchisce il mondo creato da Kerri Maniscalco e che, oltre ai dettagli sulle autopsie e gli omicidi, mancava un po’ profondità nel primo volume. A fare le spese dell’introduzione di nuovi personaggi sono proprio Audrey Rose e Thomas. Partiamo da lei e da un consiglio spassionato: Audrey Rose, cara, se vuoi fare una cosa, e falla! In questo secondo volume è l’apoteosi delle paturnie e dei richiami alla morale comune che, se da un lato lei vorrebbe mandarli a quel paese, dall’altro è un continuo appellarsi al senso comune per evitare di prendere una deciso che sia una. È estenuante leggere il suo continuo altalenarsi tra desideri contrastanti, che, partendo dal presupposto che è un modello del femminismo ottocentesco, non dovrebbe nemmeno dimostrare. Audrey Rose dovrebbe andare e smontare il mondo dall’inizio alla fine, prendersi ciò che vuole (nella carriera e con Thomas) e invece no, si arena nella morale comune e si fa surclassare da una delle figure femminili di secondo piano in quanto a intraprendenza. Per fortuna ha modo di riattivare un po’ il cervello, tanto acuto quanto emotivo.

La distanza di Thomas era una barriera che gli impediva di soffrire. Non era imperturbabile o crudele, non somigliava nemmeno lontanamente ai parenti a cui temeva di essere accomunato. Era una persona fragile che sapeva con esattezza quali erano i suoi punti deboli. Per aiutare chi amava, avrebbe fatto a pezzi il mondo.

Come dicevo, anche Thomas appare un un po’ sottotono, almeno all’inizio della storia. Tutte le caratteristiche positive che nel primo volume ne fanno un gentiluomo atipico per il periodo, qui vengono messe per buona parte del romanzo in ombra dal cliché dell’uomo protettivo sì, ma forse un po’ soffocante sull’indipendenza di Audrey Rose, portandolo a usare meno le proprie abilità deduttive anche per un segreto che coinvolge sua madre e i suoi antenati, legati al misterioso Ordine del Drago e a Vlad Tepes. Per fortuna, alla fine, la malizia e il sarcasmo che lo hanno reso il mio personaggio preferito fanno ritorno e lo salvano da una presenza altrimenti piatta. Lo stile di Kerri Maniscalco si riconferma in grado di attrarre il lettore in un mondo fatto di cadaveri, autopsie, leggende e sentimenti che rendono la storia accattivante, nonostante la tentazione di prendere a sberle la sua protagonista sia, in alcune occasioni, davvero forte. Ad aiutare, come non è successo nel primo volume, è l’intrigo e la forte carica dei personaggi secondari, a discapito dei due principali. Due elementi che, se bilanciati meglio, avrebbero potuto dare una svolta a tutto il libro, come pure scegliere un target New Adult, per togliere un po’ di pressione ai freni imposti alla sessualità dei protagonisti, la causa di tre quarti delle ansie e dei paragrafi emotivi di Audrey Rose.

E nonostante tutto, le citazioni proposte sono solo una piccola parte di quelle raccolte… molte delle quali riguardano il mio adorato Thomas James Dorin Cel Rau Cresswell ❤︎ il personaggio migliore! Adesso però altre valige, perché dalla Transilvania mi aspetta un transatlantico per le Americhe. RMS Etruria arrivooooo!

Vi va di partire anche per questa terza avventura?

Federica 💋

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