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  • fedecaglioni

“Nodo di sangue” di Laurell K. Hamilton

Buongiorno e buon lunedì 😊

Oggi vi porto nella calda Louisiana, tra vampiri, omicidi e zombie degni di qualsiasi film horror.


10472017

Anita Blake. Occhi e capelli neri, carnagione chiara, fisico atletico. Il suo lavoro è quello di Risvegliante presso la Animators Inc. di St. Louis: dietro compenso – e per un breve periodo – resuscita i morti (cosa molto utile, ad esempio nei processi per omicidio…). Ma Anita ha anche un secondo impiego: è una cacciatrice di vampiri autorizzata. Da qualche tempo, infatti, i vampiri sono stati legalmente riconosciuti: possono vivere, lavorare e avere contatti con gli umani, però, se qualcuno sgarra, ci pensa lei a sistemarlo con la sua Browning, caricata a proiettili placcati in argento. Non per nulla i vampiri la chiamano la Sterminatrice… Eppure è proprio un vampiro quello che, in una calda mattina di luglio, si presenta nel suo ufficio e le fa una strana proposta: occuparsi del serial killer che sta terrorizzando la città e si accanisce esclusivamente sui vampiri. Anita non ci pensa nemmeno, però, quella sera stessa, incontra Jean-Claude, un potentissimo e affascinante vampiro che, senza mezzi termini, la ricatta: o lei accetta l’incarico oppure la sua amica Catherine morirà. La caccia è aperta: Anita dovrà penetrare in un universo oscuro, popolato da esseri sfuggenti e mutevoli, sfoderando tutto il suo coraggio (oltre che il suo crocifisso) per sopravvivere. Chi, o che cosa, l’aspetta in fondo alla notte più nera e rovente?

Anita Blake, ventiquattro anni e un lavoro come Risvegliante presso la Animators Inc., offre anche assistenza alla polizia in caso di vittime non umane. Perché a St. Louis, come nel resto degli Stati Uniti d’America, da un paio d’anni l’esistenza delle creature sovrannaturali è garantita dalla legge. Ebbene sì, vampiri, licantropi e redivivi di vario genere possono circolare liberamente senza temere cacciatori di sorta, a meno che, certo, non commettano qualche crimine nei confronti degli umani. E in quel caso, tramite un mandato del tribunale, le persone sono autorizzate a farli fuori. Persone come Anita che, nella comunità dei vampiri di St. Louis, è conosciuta come la Sterminatrice, colei che non si pone limiti di fronte alla cattura del succhiasangue di turno. Ma quando la città viene sconvolta da una decina di omicidi e le vittime sono tutti vampiri, Anita viene richiesta come investigatrice proprio dagli esseri che più detesta. A volerla assumere è la Master della città, Nikolaus, vecchia di un millennio e poco propensa ad accettare un no come risposta, anche perché le è stato assicurato che Anita è la migliore nel suo campo.

«Allora ti strapperò il cuore, poi lo brucerò e getterò le ceneri nel fiume», sibilai, scusando la testa con un movimento lento e preciso, ma continuando a sorridere, come se fosse incapace di smettere. «Hai capito?» Monica deglutì, mentre la sua abbronzatura artificiale assume una sfumatura verdastra. Poi, fissandomi come se fossi un mostro, annuì. Probabilmente si convinse che parlavo sul serio. E faceva bene. Detesto sprecare una bella intimidazione.

Su suggerimento di Jean-Claude, un altro Master tra i vampiri, nonché intenzionato a sedurre la Risvegliante, Anita è stata infatti dipinta come l’unica in grado di scoprire l’omicida, proprio per le sue straordinarie capacità e la sua abilità di indagare e comprendere la parte sovrannaturale dei vampiri, compresi i loro poteri. E se Anita non avrebbe proprio intenzione di cedere al ricatto di Jean-Claude, oltre che di Nikolaus, conoscendo bene quali sono i secondi fini del vampiro che la chiama “ma petite” e cerca in ogni modo di soggiogarla, quando la vita della sua migliore amica viene messa in pericolo a causa sua, la Risvegliante è costretta ad accettare l’incarico. Insieme a un legame con Jean-Claude che non aveva assolutamente previsto.


Tra feste di freak, tossici convinti che farsi mordere dalla gente e dai vampiri sia il massimo dell’estasi, creature centenarie che camminano per le strade e fanno proseliti assicurando alle persone che la vita eterna passi per questa Terra e non dall’Aldilà, oltranzisti della preservazione della vita umana a qualunque costo e montagne di sangue (animale e non) per riportare in vita i morti come zombie, l’indagine di Anita la porta a scoprire la parte sovrannaturale di St. Louis, in una caccia al killer che metterà a rischio lei, ma soprattutto chi si trova ad accompagnarla nelle sue indagini. Il tutto mentre strani sogni su Jean-Claude e un continuo senso di fame la avvicinano sempre di più a un vampiro che, più passano i giorni, più le sembra acquisire sembianze umane, o almeno una parvenza di esse. Nodo di sangue è il primo volume di una serie horror/romance in cui vampiri, licantropie di ogni tipo, riti voodoo e magia si mescolano con tinte Pulp e splatter, regalando una storia ben congegnata e introduttiva per quello che di certo sarà il fulcro della serie, cioè il legame tra Anita e Jean-Claude. I personaggi principali appaiono vividi anche se non svelano troppo di loro stessi. Un esempio è J-C, che è assente fisicamente per gran parte del libro, ma si rivela attraverso le sue apparizioni notturne ad Anita, il cui tocco allusivo annunciano sviluppi interessanti per loro due.

Mi ero sentita attratta da Jean-Claude, e forse lo ero ancora… E con questo? Lui credeva che quel fatto cambiasse la situazione, tuttavia non era affatto così e, per averne conferma, non dovevo far altro che andare alla tomba di Philip… Non avevo neppure bisogno di andare tanto lontano, perché so chi sono e so che cosa sono. Sono la Sterminatrice, e io, coi vampiri, non ci esco. Io li ammazzo.

Anita è una protagonista un po’ rude ma ho davvero apprezzato questa sua caratteristica. Lei ha l’aspetto di una bambola, ma il carattere e l’atteggiamento opposto, gira armata (guai a uscire senza) e sa di dover avere una fede incrollabile se vuole che il crocefisso spaventi davvero i non morti (poco importa se è dovuta diventare una cattolica episcopale quando il Papa ha scomunicato pure i Risveglianti perché trafficano con i cadaveri). Non fa minacce a vuoto ed è sarcastica, una caratteristica che mi è piaciuta tanto. L’ambientazione e le descrizioni sono un altro punto a favore, perché ci si riesce immergere in questa calda città della Louisiana senza alcuna difficoltà, attraversandola in lungo e in largo insieme ai personaggi. Unica pecca: per avere un quadro più ampio dell’universo in cui è ambiento il romanzo, e soprattutto per capirci qualcosa in più, non basta leggere il primo volume. Ovvio, certo, ma si ha la sensazione di essere spaesati e che in Nodo di sangue manchino dei dettagli capaci di rendere la lettura agevole, nonostante sia già scorrevole e molto, molto coinvolgente.

Io ho già dato una sbirciatina alle pagine del secondo volume e devo dire che la comprensione migliora 😊 Ve lo dirò una volta letto!

Conoscete Anita e la serie di Laurell K. Hamilton? Consigliate di continuarla alla lunga o no? Ve lo chiedo perché, in proposito, ho sentito pareri opposti…

A presto Federica 💋

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