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[Domino letterario] “Il coro femminile di Chilbury” di Jennifer Ryan

Ciao a tutti 😊

Siamo a fine mese e come sempre torna il Domino Letterario! Come sapete, è la catena di libri che collega i diversi blog partecipanti e questo mese io seguo Chiara in Bookland con un libro ambientato in un’altra epoca storica rispetto al presente, nel mio caso è il 1940!


Kent, 1940. “Tutti gli uomini sono in guerra, perciò il coro dovrà essere sciolto.” È questo il messaggio che le signore di Chilbury trovano affisso nella sala dove il coro è solito riunirsi. Non ci sono più voci maschili, e il vicario pensa che un coro di sole donne non sia appropriato. Ma l’arrivo di una nuova insegnante di canto, Miss Prim, porta una ventata di aria fresca nel piccolo villaggio inglese, provato dalla paura dei tedeschi, dai primi tragici lutti, dai razionamenti e dall’urlo delle sirene antiaeree nella notte. In breve la decisione è presa: il coro di Chilbury non verrà messo a tacere, anzi servirà a risollevare gli animi demoralizzati della comunità. L’infermiera Mrs Tilling, vedova e con un figlio appena partito per il fronte, vede il coro come un’opportunità per riempire il vuoto che le attanaglia il cuore. Per Miss Kitty Winthrop, la precoce figlia del ricco proprietario di Chilbury Manor, il canto è un modo per oscurare la stella della sua affascinante sorella Venetia, decisa più che mai a conquistare ogni scapolo rimasto. Intanto Edwina Paltry, una levatrice di pochi scrupoli, intravede l’occasione per arricchirsi in fretta e non esita a stringere un patto con il diavolo. Attraverso le lettere e i diari delle protagoniste si dipana la storia di un gruppo indomito di donne e di una piccola comunità messa alla prova dagli orrori della guerra. Un romanzo che, fra intrighi, sospetti e gustosi pettegolezzi, racconta come la grande storia si riverberi sulle vite dei singoli e come, nei momenti difficili, la sopravvivenza non dipenda solo dal coraggio, ma anche dall’amicizia e dallo spirito di gruppo.

Kent, primavera del 1940. Nel paesino di Chilbury, a qualche chilometro di distanza da Dover, gli effetti della guerra che sta devastando l’Europa si manifestano a poco a poco. I giovani si arruolano, gli uomini dichiarati idonei vengono mandati al fronte e nei luoghi natii non restano che donne, bambini e anziani, a rappresentare tutti coloro che, la Storia seguente, ha denominato il “fronte interno”. A fare ritorno ci sono solo i feriti, i soldati in congedo e, purtroppo, bare vuote a simboleggiare i cari che hanno perso la vita al fronte. È all’estremo saluto di uno dei suoi giovani concittadini che il coro di Chilbury scopre la dura verità: a causa della scarsità di voci maschili, il vicario ha deciso di mettere fine al coro, chiudendo l’unica attività ancora capace di tenere unita la comunità in un’epoca sconvolta dal dolore e dalla perdita. Ma Prim, maestra di canto appena trasferitasi nel Kent, non si rassegna e con il sostegno delle donne della comunità fa ripartire un coro tutto al femminile.

La musica ci porta fuori da noi stessi, lontano dalle preoccupazioni e dalle tragedie, ci aiuta a vedere la realtà con occhi diversi, ad ampliare la nostra visione del mondo. Ogni cadenza, ogni cambio di accordo, ci fa sentire la magia della vita.

Protagoniste di questa storia sono proprio le coriste, tre delle quali si trasformano in narratrici privilegiate degli eventi e coinvolgono, attraverso le loro diverse voci, in un racconto che attraversa la primavera e l’estate del 1940, in un’Inghilterra sconvolta dai bombardamenti, dai lutti e dal senso di disperazione di fronte a uno scontro che minaccia di portar via tutto ciò che hanno di più caro. A trasformare l’esperienza della guerra vissuta sul fronte interno ci pensano principalmente quattro donne, tutte di età diversa ma legate le une alle altre dal coro: Mrs Tilling, una vedova attiva nella comunità grazie al volontariato come infermiera, che trova nel coro e nell’aiutare gli altri nelle difficoltà un modo per ritrovare se stessa, il proprio coraggio e la forza di sopportare la partenza per il fronte del suo unico figlio; Edwina Paltry, levatrice del paese che non ha scrupoli nell’usare la sua posizione per ingannare gli altri e trarne vantaggio; Kitty Winthrop, tredicenne un po’ ficcanaso ma buona, le cui aspirazioni canore la trasformano nella prima e più affiatata sostenitrice del coro; e Venetia Winthrop, sorella maggiore di Kitty, che dalla guerra ha saputo trarre una libertà prima inimmaginabile. Ognuna di loro, con una diversa voce narrante, ci regala una visione interna di quelli che sono gli eventi bellici più famosi, come la fuga da Dunkirk dei soldati inglesi e francesi resa possibile solo grazie alle imbarcazioni dei civili, o i bombardamenti che dovevano garantire l’invasione dell’Inghilterra (la battaglia d’Inghilterra e l’operazione Leone Marino). A questi però vengono affiancati quelli che, tutti i giorni, coinvolgono le vite dei cittadini di Chilbury. Gli amori, le ripicche, le attività quotidiane di questa cittadina assumono un valore ben più importante perché raccontano, in modo anche semplice e diretto, di una normalità che non si arrende.

È buffo come il canto abbia la capacità di unire. Prima ognuna di noi era chiusa nel suo piccolo mondo, con i suoi problemi, poi tutt’a un tratto è stato come se questi si dissolvessero, e ci siamo rese conto che eravamo qui, insieme, a sostenerci. E che questa era la cosa più importante.

A fare da collante e da spinta al cambiamento di questa comunità è proprio il coro e le sue prove, attraverso il quale Jennifer Ryan costruisce un racconto pervaso di dolore, sì, e di difficoltà ma nel quale la speranza e il desiderio di rialzare la testa, di reagire ai problemi, diventano il punto focale, il centro attorno al quale Mrs Tilling, Mrs Paltry, Kitty, Venetia e tutte le donne di Chilbury imparano a costruire una vita con uno senso, uno scopo capace di donare loro qualcosa di infinitamente prezioso: la fiducia in loro stesse. Il coro femminile di Chilnury ha, ovvio, un punto di vista principalmente femminile, perché sono state le donne e la loro forza di reagire che ha trasformato il fronte interno inglese in qualcosa di cui valesse la pena scrivere, perché loro hanno beneficiato maggiormente dei cambiamenti sociali nati durante il conflitto. Ma anche i protagonisti maschili hanno modo di esprimersi (certo attraverso la mediazione delle narratrici), raccontando le diverse figure che la guerra ha fatto emergere e ha portato a doversi confrontare con una società in pieno mutamento, dove gli uomini non sono più gli unici depositari del potere e della forza per far valere le loro decisioni.

il coro, che è come un gruppo di amici pronti ad aiutarsi. Il che significa che non sono sola. Nessuno di noi lo è.

Da una storia di guerra emerge forte la forza della vita, del sostegno reciproco e del dolore come esperienza dalla quale trarre una nuova determinazione. Non viene risparmiata la sofferenza e mi sono commossa seguendo gli eventi che sconvolgono questa comunità, però è stata una bellissima lettura, perché racconta con delicatezza tutta femminile di una normalità che sopravvive nonostante tutto, di una bellezza del mondo che solo la musica riesce ad esprimere fino in fondo.

È un romanzo diverso da quelli che leggo solitamente, ma è stata un super lettura! Una buona scelta per questo Domino 😆 E spero di avervi contagiati con la voglia di leggerlo!

Vi lascio qui le altre tappe del Domino, sia dei giorni scorsi sia di oggi, così potete vedere cos’hanno letto le altre blogger!

Per questa settimana è tutto! Ci risentiamo la prossima. Federica 💋

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