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  • fedecaglioni

[Recensione] “Il Regno di Cenere" di Sarah J. Maas

Buongiorno!

A chiudere la settimana arriva la recensione di un libro che ho aspettato tantissimo a leggere perché sapevo che mi avrebbe spezzato il cuore. Tuttavia non ho saputo resistere in meno di tre giorni sono dovuta arrivare alla conclusione… E che conclusione! Se non avete letto i volumi precedenti, andati a metà recensione per evitare spoiler!

Titolo

Il Regno di Cenere

Titolo originale

Kingdom of Ash

Autore

Sarah J. Maas

Traduzione

E. Leonzio & C. Valentini

Saga

Throne of Glass #7

Editore

Mondadori

Pubblicazione:

Ottobre 2021

Genere:

Epic Fantasy, New Adult

Formato:

Cartaceo (18€) ~ Digitale (8,99€)

Pagine

1008

Acquisto

Sito editore

Aelin ha rischiato tutto per salvare il suo popolo, ma ha pagato un prezzo altissimo: è stata rinchiusa in una bara di ferro dalla regina Maeve, costretta a sopportare mesi di torture se non vuole condannare coloro che ama. Ma anche la sua forza e la sua determinazione iniziano a incrinarsi. Non è l'unica a dover combattere per assicurarsi un futuro, mentre i fili del destino dei vari personaggi si intrecciano inesorabilmente.

Ormai prigioniera di Maeve da oltre due mesi, Aelin si trova ad affrontare giorno dopo giorno torture indicibili nel corpo e nell'anima che la lasciano prostrata e in preda ai dubbi più atroci su cosa sia reale e cosa no, su quali eventi siano stati parte della sua vita e quali invece siano solo uno scherzo realizzato dalla regina Fae per indebolirla e costringerla a giurarle fedeltà.

Tutto ciò che le resta è rifugiarsi in sé stessa e l’aiuto silenzioso di Fenrys, mentre ha la certezza che i suoi amici e il suo compagno siano a Terrasen, a proteggere il suo regno dalle forze oscure di Erawan, re dei Valg.

Ma Rowan, insieme a Gavriel e ai problematici Elide e Lorcan, è partito alla sua ricerca non appena è scomparsa sulla nave della regina e non si dà per vinto, setacciando i regni e torturando Fae fedeli a Maeve per avere informazioni. Ma nessuno ha alcun indizio e ritrovare la sua compagna sembra un’impresa disperata.

Come lo è quella di Dorian Havillard, re di Adarlan, e di Manon Becconero, erede delle streghe Denti di Ferro e delle Crochan, incaricati di trovare la terza e ultima chiave di Wyrd per rispedire i Valg nel loro mondo e di radunare un esercito di streghe oltre alle dodici fedelissime di Manon. O quella di Aedion e Lysandra, che davvero si trovano a Terrasen e cercano di difenderla al meglio delle loro possibilità mentre i nemici li accerchiano. O ancora Chaol e Yrene, che cercano di far arrivare in loro soccorso l’esercito del khaganato, bloccato da quello nemico.

Ogni orizzonte che aveva contemplato, irrequieto e incapace di concedersi il minimo riposo, ogni montagna, ogni oceano che aveva ammirato per poi chiedersi curioso cosa ci fosse dall'altra parte... Lei. Era sempre stata Aelin, Il richiamo silenzioso del loro legame a guidarlo, anche quando non lo aveva percepito.

Il Regno di Cenere è un libro monumentale, da diversi punti di vista. Non solo tiene le fila e porta a termine gli eventi iniziati sei libri prima, ma segue anche i diversi personaggi e le situazioni che li coinvolgono e avvengono in contemporanea lungo l'arco narrativo del romanzo. All’inizio del libro ci si muove su quattro filoni (cinque in realtà, ma credo che le due sezioni di Aelin e del gruppo di Rowan possano andare insieme) e tutti trasmettono una caterva di emozioni contrastanti capaci di lasciare spiazzati e spesso confusi a livello emotivo, alcuni più di altri, ovvio, ma ognuno con le sue particolari caratteristiche che li rendono unici, che rendono speciali i loro protagonisti, le diverse voci narranti che hanno fatto la fortuna della saga di Sarah J. Maas.

Si passa per i punti di vista di Aelin, Rowan, Elide, Lorcan, Dorian, Manon, Chaol, Yrene, Nesryn (capitano delle guardie di Adarlan in viaggio con Chaol), Lysandra e Aedion, in una carambola che potrebbe spiazzare ma che è costruita tanto bene da essere sì imponente ma anche facile da gestire. Questo grazie alla caratterizzazione perfetta e unica dei singoli personaggi, che ci permettono di apprezzare la loro unicità pagina dopo pagina e di non perdere di vista il loro angolo di narrazione e di storia, tasselli di un puzzle che via via si compone davanti ai nostri occhi.

«C’è un mondo migliore fuori» ripeté. «E io combatterò per questo.»

Perché da quattro filoni si passa a tre quando alcuni personaggi si ritrovano e altri partono alla volta del nord e di Terrasen per rispettare delle promesse fatte in passato. E poi due, quando Dorian e Aelin si incontrano per compiere finalmente il loro destino e a mettere insieme le chiavi di Wyrd per chiudere il cerchio e trovare un modo di fermare Erawan. Il tutto mentre Aedion e Lysandra, con ciò che resta dei loro alleati e dell’esercito, si ritrovano in difficoltà, protetti dal coraggio e dalla forza delle Tredici, la squadra di Manon.

E poi uno solo, dove un mondo di speranza e determinazione lotta contro Erawan e Maeve, entrambi desiderosi di assoggettare e sterminare chiunque li ostacoli.

Non c'è capitolo che non regali emozioni forti e lacrime, almeno dal mio punto di vista, tutti accumunati dallo stile coinvolgente e accattivante di Sarah J. Maas che porta ad arrabbiarsi con alcuni personaggi, a fare il tifo per altri e a sperare per ognuno di loro in un lieto fine, in una possibilità di costruire quel mondo migliore nel quale Aelin ha convinto tutti a credere e a fare di tutto per veder realizzato.

«Il maschio di cui mi sono innamorata eri tu. Tu, che conoscevi il dolore come me, e che l’attraversavi al mio fianco fino a ritornate alla luce. Maeve non lo capiva. Che se anche avesse creato il mondo perfetto, non ci saresti stato tu accanto a me. E non avrei mai rinunciato a quel a questo. Per nulla al mondo.»

Come ultimo volume della saga, questo libro è veramente lungo e denso di eventi, tuttavia la lettura risulta rapida e tanto coinvolgente da tenere gli occhi incollati alle pagine finché non si scoprono gli ultimi segreti, finché non si arriva al clou dell’azione e da lì si viene scaraventati su delle montagne russe incredibili.

A emergere è però un particolare già riscontrato nei volumi precedenti e cioè la forza del gruppo. Perché sì, si raccontano singole storie e singoli pezzi di un unico puzzle, ma alla fine quello che conta e che ogni personaggio sottolinea è il fatto di costruire qualcosa tutti insieme e di portarlo a termine a qualunque costo, di lottare uniti per un ideale comune e insieme gioirne oppure affrontarne le conseguenze, perché alla fine tutto ciò che conta è solo una cosa: provarci e affrontare il pericolo non da soli ma con chi può darci la forza necessaria ad andare avanti e a superare o affrontare al meglio le difficoltà.

Mi mancheranno tantissimo e sarà una di quelle serie che tra qualche tempo rileggerò molto volentieri! Conoscete questa autrice? Avete letto qualcosa di suo?


Fatemi sapere!

Federica 💋

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