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Ragazza sotto ombrello colorato, giorni di pioggia

[Recensione] “Come (non) innamorarsi del nemico” di Brigitte Knightley

Buongiorno!

Primo mercoledì di maggio e ritornano le recensioni. A iniziare da un libro che ho adorato e che mi ha fatta ridere davvero tanto: Come (non) innamorarsi del nemico di Brigitte Knightley e pubblicato da Giunti Editore.

Copertina libro

Titolo

Come (non) innamorarsi del nemico

Titolo originale

The Irresistible Urge to Fall For Your Enemy

Autore

Brigitte Knightley

Traduzione

N. Toffalori 

Saga

Dearly Beloathed #1

Editore

Giunti Editore

Pubblicazione

Settembre 2025

Genere

Romantasy

Formato

Cartaceo (24,90€) ~ Digitale (9,99€)

Pagine

456

Acquisto

Osric Mordaunt, membro scelto del temuto Ordine dei Fyren, è stato colpito da una rara malattia degenerativa che rischia di fargli perdere il suo potere, la sua utilità come sicario, e quindi la vita. L’unica possibilità di salvezza è trovare una guaritrice di eccezionale talento; peccato che la persona perfetta per questa impresa appartenga alla fazione invisa, l’Ordine degli Haelan. Aurienne Fairhrim, portamento altero e capelli scuri stretti in un impeccabile chignon, è impegnata a combattere un’epidemia di vaiolo che sta decimando gli orfanelli di tutti i Tīendom. Inutile dire che non ha alcuna intenzione di lasciarsi corrompere da un banale assassino benvestito e convinto – a sproposito – del suo irresistibile fascino. Ma la ricerca di fondi per lanciare un programma di vaccinazione è così disperata che, alla fine, sarà la sua responsabile a decidere per lei: guarirlo in cambio di una cospicua donazione (rigorosamente anonima). È così che i due, al riparo da sguardi indiscreti, dovranno, loro malgrado, diventare alleati. Tra antiche fiabe, la sottile influenza dei cicli lunari, e minacciose incursioni che fanno trasparire disegni più oscuri dietro il morbo che dilaga, la tensione tra Osric e Aurienne si farà sempre più intensa e fatale. Dovranno stare attenti a non uccidersi l’un l’altra… o peggio, a non innamorarsi. Il più magistrale degli slow burn per due enemies perfetti: dialoghi pungenti e humour arguto per una lettura così spassosa da diventare un cult. 

 decorazioni

Osric Mordaunt, tra i migliori assassini a pagamento dell’Ordine dei Fyren, ha un grosso problema: non riesce più a controllare il suo seith (la magia) e quindi presto potrebbe diventare utile per i suoi confratelli e quindi eliminabile. L’unica persona in tutti e dieci i regni che potrebbe aiutarlo è la migliore tra le Healan, Aurienne Fairhrim, ma il problema è che i loro due ordini si trovano praticamente agli antipodi e di certo lei non accetterà mai di aiutarlo.

Le possibili soluzioni sono due: rapirla o trovare il modo di convincerla a dargli una mano, una ragione per la quale non potrebbe opporsi.

Tra equivoci iniziali e un’accoglienza glaciale quando capisce di chi si tratta, Osric riesce ad accaparrarsi i suoi servizi in modo del tutto inaspettato: pagando una cifra esorbitante (che non aveva affatto intenzione versare) per finanziare la ricerca sul vaccino per il vaiolo che sta proliferando in città e mietendo vittime tra i bambini più poveri.

Costretta dalla sua diretta responsabile ad accettare di aiutare il suo più grande incubo vivente (uno fin troppo convinto delle proprie qualità estetiche), Aurienne si ritrova a dover compiere l’impossibile quando realizza qual è il problema del Fyren: i canali in cui scorre il suo seith stanno morendo e ben presto non gliene resterà più uno integro, un problema per cui lei non può fare assolutamente nulla, non in una condizione così avanzata.

Perché Fairhrim non aveva proprio nulla di piacevole.

Perché “Ciò che è morto resta morto”, soprattutto se si parla di seith, poco importa che, da giovane, si era interessata a una possibile cura collegata alle antiche usanze della guarigione e a una misteriosa pietra sulla quale sono state incise le dodici fasi lunari e le loro possibili influenza durante i processi di cura.

Ma Osric è disperato, e vista la cifra esorbitante che ha sborsato per lei e l’Ordine, le chiede di provare che anche l’impossibile nasconde un fondo di verità, una scintilla a cui potersi aggrappare per non perdere la speranza e rassegnarsi a morire (e in quel caso a portare la Healan con sé). Tra rituali improvvisati, visite segrete in cliniche per le malattie più disparate e una costante contrattazione per il reciproco aiuto, Aurienne e Osric si ritrovano a passare il tempo insieme più di quanto vorrebbero, mentre la loro collaborazione finisce per portarli al centro di un mistero che sembra interessare anche tremenda epidemia che gli Healan non riescono ancora ad arginare. Devono scoprire come tutto ciò ha che fare con loro… sempre che non finiscano prima per uccidersi a vicenda.

Un assassino e una guaritrice costretti a collaborare, entrambi pronti ai battibecchi mordaci e a scatenare risate a non finire a suon di angst e imprevisti. È questo che si trova in Come (non) innamorarsi del nemico, un fantasy nato come fanfiction su Hermione Granger e Draco Malfoy che li ricorda (nei contesti sociali a cui appartengono e in alcune caratteristiche fisiche) ma che riesce a coinvolgere in un mondo tanto ben fatto da far dimenticare come sia partito da un libro di tutt’altro spirito. Ci riesce grazie ai due protagonisti e voci narranti, nonostante il PoV in terza persona, perché emergono dalle pagine con una caratterizzazione viva e pungente, due opposti in tutto, dal lavoro al carattere, al vestiario e al funzionamento dei marchi con cui utilizzano il seith, questa “linfa” magica che scorre nel corpo tramite un sistema pressoché identico a quello nervoso.

Era un Fyren. Ma era anche solo… solo un uomo.
Libro cartaceo

Ed è proprio in quel sistema che si sviluppa la degenerazione di Osric, portandolo pian piano a perdere la possibilità di usare il suo seith, ma anche la sensibilità corporea, due sintomi che sembrano aggravarsi sempre di più. Un po' come la sua indignazione nei confronti di Aurienne e della sua totale insensibilità nei confronti della propria avvenenza, oltre che l'insofferenza per quanto rigido e giudicante sia il carattere della Healan. Osric infatti non è solo convinto di essere un dono all'umanità per quanto bello è, ma ha anche una tendenza a sconvolgere e stuzzicare la Healan con la sua promiscuità, tanto mentale quanto di atteggiamento. Non ha una morale che non sia il proprio guadagno personale, o la sua salute, un aspetto che lo porta a dover sopportare il suo totale opposto, l'abnegazione di Aurienne verso la salute altrui, tranne che quella di Osric (che se potesse andarsene, farebbe un favore all'intera società, visto che ci si ritroverebbe con un assassino in meno). Osric è anche un personaggio dedito a tutto ciò che è bello, desideroso di possedere qualunque cosa rientri nei suoi gusti, e che fa di tutto per ottenerlo, poco importa cosa debba fare di losco per riuscirci. Un uomo senza scrupoli, che tuttavia adotta qualunque tipo di cane randagio bisognoso di cure e attenzioni.

Aurienne, dal canto suo, è una affermata e intraprendente Healan, esperta in tutto ciò che riguarda il seith e che si trova costretta a seguire una vecchia idea impossibile, una favola e un mito, per mantenere il patto stretto con un individuo che, a dispetto del motto del suo ordine di non arrecare danno, vorrebbe colpire praticamente in ogni occasione possibile, per liberarsene e per rendere il mondo un posto più sicuro. Tuttavia deve mettere da parte la propria razionalità per inseguire le conoscenze antiche incise su una pietra, conoscenze che sono rimaste nascoste per secoli e hanno rovinato più di una vita accademica, qualcosa che non vorrebbe accade anche a lei. Eppure, più tempo passa insieme a Osric più il confine tra la sua dubbia morale e la natura attenta e speranzosa del Fyren si assottiglia, portandola a mettere di buon grado le proprie capacità a servizio di qualcuno che, se solo appartenesse a un altro Ordine, non sarebbe una spiacevole compagnia, tutt’altro. Però, per quanto le sue azioni la portino a dubitare di quelle che erano le informazioni su di lui, resta pur sempre un Fyren, un assassino a pagamento che va contro tutto ciò per cui lei vive, nonostante la vita di Osric e la ricerca di una cura per la sua malattia inizino a diventare di suo interesse, a farle mettere in discussione le credenze di una vita per cercare un fondo di verità nei miti che, se fossero reali, cambierebbero le sorti del sistema curativo.

E poi le labbra di Mordaunt si posarono sulle sue, scatenando una dolce apocalisse.

Sono due protagonisti agli antipodi, che però frequentandosi cominciano a scoprire come i pregiudizi sui rispettivi Ordini siano in parte reali, sì, ma non esaustivi per le singole caratteristiche dei loro appartenenti, in particolare per Osric e Aurienne, la cui ostilità si assottiglia a suon di battute stuzzicanti, taglienti e ironiche, una animosità che li porta a scoprire piano piano i pregi e i difetti dei loro caratteri, le abilità che mettono al servizio l'uno dell'altra e che finiscono per far vedere loro chi siano realmente, oltre che a far avanzare la trama rispetto alla cura che il Fyren cerca per se stesso e al vaccino necessario per fermare l'epidemia di vaiolo che tanto mette in difficoltà la Healan.

È proprio durante la loro ricerca di una cura per Osric che scoprono come la politica dei dieci regni e le varie rivalità tra gli Ordini forse stia influenzando l’epidemia, in un plot twist finale che porta la trama ad ampliarsi, l’aggiunta di un tocco mistery che rende la lettura ancor più stimolante, un aspetto che già è predominante grazie alla componente divertente data dai dialoghi e dai piccoli dettagli inseriti qua e là all'interno del libro (dalle lettere scolorite nei nomi delle taverne che danno suggerimenti sessuali, ai luoghi e alle interazioni che i due protagonisti visitano e hanno lungo tutto lo svolgimento della trama). Lo stile del libro è sicuramente accattivante, come pochi me ne sono capitati nell'ultimo periodo, uno in cui lo slow burn tra i due protagonisti passa in secondo piano grazie all’animosità che caratterizza i loro dialoghi e li rende una gioia da leggere. Perché vederli litigare è altrettanto soddisfacente quanto, alla fine, giungere a quella che è una presa di coscienza da parte di entrambi, ma molto prima ci arriva Osric, dell’attrazione che scorre tra loro e di come il cambiamento d’opinione l’uno per l’altra li abbia fatti avvicinare in modi imprevedibili all’inizio.

È un primo volume sicuramente interessante, con un finale colmo di suspense che lascia la voglia di prendere in mano il volume successivo per scoprire come non solo il rapporto impossibile tra Osric e Aurienne cambierà ed evolverà, ma come questi due improbabili compagni di viaggio riusciranno ad arginare una epidemia sull’orlo di una guerra tra nazioni e Ordini che mette in pericolo tutti quanti.

Voto 5 su 5

Federica 

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Federica
Caglioni

Laureata in Lettere e in Lingue.
Mi barcameno tra il mio blog letterario, le traduzioni editoriali e la scrittura.

La mia vera passione: i libri.
 

Ciò che leggo mi definisce. E ciò che scrivo mi completa.

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