[Recensione] “Campus Hottie” di Jennifer Sucevic
- fedecaglioni
- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min
Buongiorno e buon sabato!
Prosegue il tour di recensioni dedicato alla serie Campus di Jennifer Sucevic, pubblicata da Kiss Publishing. Oggi vi racconto il terzo volume, Campus Hottie, che vede come protagonisti Carson ed Elle, in parte già conosciuti nel libro precedente.

Titolo
Campus Hottie
Titolo originale
Campus Hottie
Autore
Jennifer Sucevic
Traduzione
S. McKenzie
Saga
Campus #3
Editore
Kiss Publishing
Pubblicazione
Ottobre 2023
Genere
Sport romance
Formato
Digitale (2,99€)
Pagine
337
Acquisto
Carson Roberts è il tight end più ricercato della Western University.
Ha già un biglietto di sola andata garantito per l’NFL dopo la laurea.
Bel viso.
Muscoli scolpiti.
Per caso vi ho anche detto che è il migliore amico di mio fratello, il che significa che sono cresciuta con lui e che ho una cotta per lui da quasi altrettanto tempo?
Stiamo parlando di un decennio di desiderio non corrisposto. Non preoccupatevi, sto lentamente accettando il fatto che non mi vedrà mai come qualcosa di più della sorellina che non ha mai avuto.
E anche se per caso notasse che sono dimagrita e non porto più l’apparecchio, mio fratello Brayden avrebbe una grossa crisi di nervi. Quando si tratta di maschi, è ridicolmente iperprotettivo. Chiunque mi abbia guardata un pò ha ricevuto un rapido e memorabile pestaggio.
Ed è proprio per questo che sono ancora verginità.
Volete sapere come rendere ancora più patetico l’essere una diciannovenne vergine con una grande cotta per il migliore amico del fratello?
Sbottare a una festa della confraternita dicendo che hai passato tutti questi anni a risparmiarti per lui. Purtroppo, non posso nemmeno dare la colpa all’alcol perché non bevo.
Se state pensando che non può essere più umiliante di così, vi sbagliate.
Oh. Quanto. Vi. Sbagliate.

Da anni Carson reprime i suoi sentimenti per la sorellina del suo migliore amico, perché Elle Kendricks è intoccabile. Troppo innocente, troppo bella e, soprattutto, con un fratello troppo protettivo per avvicinarsi a lei in un modo diverso da quello di amico, di protettore esterno quando Brayden non è nei paraggi. Ma più tempo passa, più è difficile fingere di non essere interessato a lei, di non volerla nel suo letto e, ancor più importante, nella sua vita.
Eppure non le si avvicinerà, in nessuna occasione, perché non può rovinare la sua lunga amicizia con Brayden. Neppure se è la stessa Elle ad avvicinarsi a lui.
Perché avere da anni una cotta per il migliore amico di tuo fratello è snervante, Elle lo sa bene, soprattutto se ti tratta anche lui come se fossi di famiglia, da proteggere e da tenere lontana da qualunque ragazzo esista alla Western, proprio come fa tuo fratello, esagerato e iperprotettivo tanto da renderti difficile qualunque interazione sociale con il sesso opposto.
Elle adesso però è stanca, di aspettare e di non essere guardata, perciò le cose per lei devono cambiare e non c’è nulla di meglio della festa in maschera di una confraternita per far sì che accada.
In qualche modo, mentre non guardavo, Elle Kendricks è riuscita a farsi strada nel mio cuore.
Travolto dal bisogno di tenerla al sicuro e lontana da qualunque altro ragazzo, Carson decide di essere il suo “accompagnatore” non richiesto e di farla divertire. Ma tra la pista da ballo e una verità confessata dietro porte chiuse, il rapporto tra loro si spezza, rivelando come entrambi sembrino provare qualcosa di ben più profondo di quanto avessero creduto. Tra baci rubati, passi indietro e una gelosia senza fine, Elle e Carson devono fare i conti con una realtà che riescono sempre meno a ignorare, una in cui entrambi vorrebbero passare al “passo successivo”, ma in cui sono costretti a fare i conti la certezza che Brayden non sarà affatto felice di vederli insieme.
Ed è proprio l’idea di rompere il rapporto con il suo migliore amico a frenare Carson, a fargli decidere stare lontano da Elle una volta per tutte. Ma come riuscirà a resisterle quando è lei a prendere in mano la situazione? Come può starle davvero lontano quando, inaspettatamente, uno dei suoi professori sembra interessarsi a lei per ragioni ben poco accademiche?
Tra alti e bassi, Elle e Carson devono attraversare un confine che ritenevano invalicabile e trovare il modo di far funzionare la loro storia, soprattutto quando sarà Brayden a far scoppiare il finimondo.
Se Campus Lover mi ha conquistata con Brayden e Sydney e incuriosita sul rapporto tra quelli che erano dei personaggi secondari, da protagonisti in Campus Hottie Elle e Carson hanno un po’ disatteso le aspettative di partenza, per due ragioni fondamentali: iperprotettività tossica e cliché sulla giovane innocente e inesperta.
Non c’è niente di più deprimente che desiderare qualcuno che non ricambia il sentimento.
Da un un lato abbiamo infatti Carson, innamorato da sempre di Elle e messo al suo posto da Brayden già alle superiori sul concetto del “mia sorella non si tocca”, che si intestardisce sul concetto di tenerla al sicuro proprio come fa il fratello di lei tanto da risultare una figura al limite del soffocante e del moralista. Il continuo arrancare dietro a due idee di fondo (non potrà mai essere mia e nessun altro la può toccare) hanno reso i suoi capitoli una sequenza di concetti ripetuti sempre con lo stesso finale, nel quale si allontana facendole credere di non essere interessato, per poi comportarsi come se non riuscisse a stare lontano da lei. Un tira e molla emotivo e fisico tanto per sé, quanto per Elle, che deve suo malgrado sopportare questa trottola emotiva senza ben capire come funzioni la mente del ragazzo che ha sempre creduto disinteressato, ma che scopre essere interessato tanto quanto lo è lei. Ho trovato difficile sentirmi in sintonia con lui, soprattutto per la motivazione con la quale non cerca di costruire un rapporto con Elle. La sua reiterata volontà di non rovinare l’amicizia con Brayden e il concetto di “è mio amico, quindi conta di più questo” diventa un po’ un cliché sentito milioni di volte e al quale non aggiunge nulla di nuovo. Un cliché in cui, purtroppo, cade anche Brayden dopo essere stato uno dei miei personaggi preferiti. Il suo trattare la sorella come una bambina incapace di decidere per se stessa lo rende infatti la brutta versione del personaggio che conosciamo nel libro precedente, oltre a scadere in un tipo di romance che nulla ha di bello per quanto mi riguarda.
La seconda problematica riguarda proprio Elle, dipinta come una ragazzina incapace di vedere le cose a un palmo del suo naso, una che deve essere guidata e protetta dal “maschio di famiglia” e dal quale non riesce a liberarsi se non soltanto alla fine.
«Da quando ho memoria sei sempre stata tu, Elle. Nessun altro. Anche quando non pensavo che ci fosse una sola possibilità che tu mi appartenessi, eri tu. Nei miei pensieri e nei miei sogni, c’eri tu.»
Elle, infatti, vive la protezione del fratello con una sorta di accettazione passiva che l’ha portata a non uscire dalla propria comfort zone praticamente mai, restando ancorata alla cotta adolescenziale per Carson tanto da non cercare mai un altro ragazzo (e quindi a non fare nessun tipo di esperienza). Non che sia un problema, però questo concetto dell’essersi “conservata per…” non fa che fomentare il cliché della possessività maschile, del suo essere un anello debole da proteggere piuttosto che una donna da sostenere e considerare pari alla controparte maschile. Elle deve costantemente lottare per far emergere una voce convincente, una caratteristica che si vede anche nelle interazioni con il suo professore e nell’ostinazione che mette nel suo negare come ci sia un interesse particolare, uno che Carson riconosce proprio perché simile al suo.
Insomma, Campus Hottie secondo me non riesce a lasciarsi alle spalle gli stereotipi su cui lavora e finisce per sminuire anche i suoi stessi personaggi, come anche la loro crescita emotiva e il raggiungimento di un lieto fine che arriva, ovviamente, ma soltanto dopo aver spolverato sulla trama i classici fraintendimenti e i problemi più scontati del trope “la sorella del mio migliore amico” (o “il migliore amico di mio fratello” che dir si voglia). Mi aspettavo molto di più della loro storia, quantomeno anche un suo allontanarsi dagli schemi classici per quello che è il trope principale e mi dispiace che non sia stato così!
In ultimo, vanno anche citate però le cose positive, perché ce ne sono, nonostante tutto. A essermi piaciuto è ancora una volta il contesto della Western e del suo campus, il mondo dei giocatori di football pronto a essere esplorato in futuro, come anche il guizzo finale che entrambi i protagonisti fanno a livello personale ed emotivo, soprattutto quando appare evidente che certe attenzioni avevano uno scopo preciso. Avrei voluto vedere questa crescita e maturità molto prima, perché avrebbe un po’ svecchiato i cliché presenti, ma sono contenta che sia arrivata alla fine!

Federica

![[Recensione] “Campus Lover” di Jennifer Sucevic](https://static.wixstatic.com/media/37dcf4_809a4c8bcbb3417b833c1cf1d379b097~mv2.jpg/v1/fill/w_980,h_613,al_c,q_85,usm_0.66_1.00_0.01,enc_avif,quality_auto/37dcf4_809a4c8bcbb3417b833c1cf1d379b097~mv2.jpg)
![[Recensione] “Campus Player” di Jennifer Sucevic](https://static.wixstatic.com/media/37dcf4_6c01c7cf166c4c3a829b27b778c1ab74~mv2.jpg/v1/fill/w_980,h_613,al_c,q_85,usm_0.66_1.00_0.01,enc_avif,quality_auto/37dcf4_6c01c7cf166c4c3a829b27b778c1ab74~mv2.jpg)
Commenti