[Review Tour] “La corte di sangue e vincoli” di Lisette Marshall
- fedecaglioni
- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min
Buongiorno!
Nuovo mercoledì, nuova recensione! Oggi partecipo al review tour dedicato all'uscita di La Corte di sangue e vincoli di Lisette Marshall, primo volume della serie Fae Isles e pubblicato in Italia da Queen Edizioni, che ringrazio per la copia digitale del romanzo.

Titolo
La Corte di sangue e vincoli
Titolo originale
Court of Blood and Bindings
Autore
Lisette Marshall
Traduzione
N. Sofroni
Saga
Fae Isles #1
Editore
Queen Edizioni
Pubblicazione
Giugno 2026
Genere
Fantasy, romance
Formato
Cartaceo (19,10€) ~ Digitale (5,99€)
Pagine
453
Acquisto
Emelin sa cosa significa nascondersi.
Nascere umana in un mondo dominato dai fae è già una condanna, ma usare la magia proibita è un crimine che si paga con la vita. Eppure, un solo errore basta per attirare l’attenzione del leggendario assassino della regina, l’uomo che tutti chiamano la Morte Silenziosa.
Creon è l’arma forgiata nel sangue e nel silenzio. Bellissimo, spietato e legato da un giuramento che lo ha privato della voce.
Ma invece di ucciderla, le offre un patto: seguirlo alla Corte Cremisi, cuore dorato e crudele del potere fae, e fingere di essere la sua amante.
Tra intrighi, balli sfavillanti e segreti che bruciano sotto la superficie, Emelin scopre che il mondo dei fae è tanto seducente quanto letale. E che Creon, il mostro che avrebbe dovuto temere, nasconde qualcosa di molto più pericoloso della sua lama: un’ombra di umanità che potrebbe distruggerli entrambi.
Mentre la ribellione si insinua tra le mura della corte, la magia proibita di Emelin potrebbe essere l’unica speranza per spezzare il dominio della regina.
Ma fidarsi di Creon significa mettere in gioco tutto.Il regno. La vita. Il cuore.

Emelin ha vent’anni, cresciuta a Cathra con un padre e mia madre fin troppo esigenti, entrambi preoccupati di nascondere al mondo la verità su di lei: possiede una magia che non sa come usare, un retaggio antico che nessuno dei due vuole mostrare per paura delle conseguenze con gli altri abitanti dell’isola. Perché la magia è una prerogativa anche fae, quegli individui sanguinari che da secoli pretendono dagli umani un tributo, uno che finalmente gli abitanti di Cathra riusciranno a evitare grazie alla barriera di ferro costruita attorno all’isola.
Ed è proprio durante la sera dei festeggiamenti che Emelin incontra l’ultimo essere al mondo che chiunque desideri vedere: la Morte Silenziosa, il fae che compie ogni singolo omicidio richiesto dalla Madre, colei che poco più di dieci secoli prima ha ridotto in schiavitù ogni isola con la Grande Battaglia. L’incontro tuttavia si chiude senza che accada nulla, almeno fin quando Emelin non si risveglia nel cuore della notte, l'isola vuota e in fiamme. Lei l'unica rimasta, insieme alla Morte Silenziosa, il fae deciso a prenderla con sé senza nemmeno chiedere il suo parere.
Convinta a seguirlo più o meno volontariamente, dopo essersi accertata che l'intera isola sia fuggita e in cerca di un posto sicuro, Emelin si ritrova trasportata alla Corte Cremisi, di fronte al trono e alla camera d’ossa in cui la Madre osserva tutto e tutti, trattata come una sorta di animale domestico dal suo assassino personale.
Mi aveva salvato la vita. Perché?
Perché ciò che tutti chiedono è che Emelin sia lì per divertirlo, per essere l’umana che gli scalda il letto, mentre l'obiettivo del fae silenzioso è tutt’altro: da centotrent’anni Creon (questo il nome della Morte Silenziosa) serve la Madre all’unico scopo di trovare qualcuno che possa praticare la magia liberamente, al contrario di tutti loro che sono vincolati per non ferirla, così da poterla finalmente uccidere. E quel qualcuno sembra essere proprio Emelin. Da lì il piano di addestrarla in segreto a usare al meglio la propria magia, mentre finge di essere una sciocca umana invaghita dal fae più pericolosi di tutti, il quale dovrebbe trattarla soltanto come un intrattenimento divertente.
Chiusi per la maggior parte del tempo nella casa di Creon per dare l’illusione di un'intimità che in realtà non esiste, la convivenza tra Emelin e Creon parte con il piede sbagliato, tra il comportamento freddo e distaccato di lui e la sensazione di essere di nuovo trattata come una semplice pedina nel gioco altrui di lei. Tuttavia, più il tempo passa e più la determinazione di Emelin li spinge a collaborare, meno riescono a stabilire quali confini possono oppure no attraversare, in un gioco di seduzione che si fa sempre più vero.
Quando la ribellione che secoli prima ha cercato di sovvertire il regno della Madre sembra pronta a risollevare la testa anche grazie a Emelin, vengono a galla anche dei segreti che mettono a rischio il precario rapporto tra lei e Creon, spezzando forse per sempre il legame che sembravano aver costruito in modo autentico, e che forse non è altro che frutto di una manipolazione magica. Quanto c'è stato di vero tra loro?

Quanto sono disposti entrambi a rischiare per porre fine alla tirannide della Madre?
La Morte Silenziosa rabbrividì. Il mio corpo era fuoco tra le sue braccia ora, un fuoco rovente e da frantumare le ossa.
Attraverso l'unico punto di vista di Emelin, La Corte di sangue e vincoli apre le porte di un nuovo mondo fantasy dove fae, umani, dèi e altre creature dell’immaginario classico si mescolano per creare una storia di ribellione, scoperta di sé e del proprio ruolo, il tutto condito da una storia d’amore proibita tra due persone che dovrebbero odiarsi (o almeno dovrebbe farlo una delle due) e che finiscono per sovvertire tutto ciò in cui entrambi credono.
Chi tra loro due subisce il cambiamento maggiore è sicuramente Emelin perché non solo si ritrova in un nuovo contesto, dove deve imparare le regole e soprattutto le leggi che gestiscono anche la sua magia, ma compie quello che è il classico viaggio dell’eroe (eroina in questo caso) verso il suo scontro finale con il grande nemico. È una lettura che segue pian piano questo sviluppo, forse troppo e in modo non così “credibile” come mi sarei aspettata, perché fondamentalmente passano il tempo da soli a esercitarsi e a fare ricerche, Emelin di tanto in tanto chiamata al cospetto della Madre o libera di girare nei terreni accanto al padiglione (la casa di Creon) senza che si ritrovi più di tanto immersa in quella che è la pericolosità del mondo fae che la circonda. La sua crescita avviene più che altro nel rapporto con il fae che passa dall’essere la Morte Silenziosa a Creon in modo graduale e, alla fine, bello per come entrambi evolvono. Bello soprattutto per come emerge proprio il vero carattere del fae famoso per la sua crudeltà e che invece nascondi numero così si carichi.
Segreti che emergono sia dal suo rapporto con Emelin, sia dagli incontri che lei fa durante le passeggiate segrete e da ciò che la Madre costringe Creon a fare. È un personaggio dei quali mi sarebbe piaciuto leggere il punto di vista, soprattutto perché non si sente mai la sua voce e ciò toglie molto al processo di scoperta del personaggio che avviene pian piano.
Libero, sciolto, era potere, bellezza e morte, ed era mio.
Tuttavia emerge come Creon possiede uno spiccato senso di responsabilità che lo spinge all’estremo, soprattutto quando si tratta di far rispettare il volere della Madre contro gli umani e coloro che osano ribellarsi al suo dominio, un senso che lo rende un personaggio sicuramente morally grey, ma non poi così disprezzabile come sembrerebbe all’inizio. È anche un personaggio che cambia molto grazie alla presenza di Emelin, che sembra in grado toccare le corde giuste per suscitare in lui reazioni completamente impreviste e diverse da quanto si sarebbe mai aspettato, per un cambiamento che nel finale scombina i suoi piani e mette a rischio secoli di attesa.
La Corte di sangue e vincoli è un libro che mi è piaciuto davvero tanto soprattutto per questi aspetti dei due protagonisti, che mi aspetto di poter approfondire di più nei prossimi volumi, come anche la presenza dei personaggi secondari e di come questi appartengono al passato di Creon. La sua unica pecca è forse questa stasi all’interno della trama, gli eventi ridotti al minimo fino quasi alla fine del libro in favore di una tranquillità in cui il rapporto tra loro due può crescere, ma che sembra un po' forzata rispetto al contesto di crudeltà e pericolosità che viene detto caratterizzi la Corte Cremisi e che appare soltanto in pochissime occasioni, peraltro risolte da uno sfoggio di violenza da parte di Creon e criticata ma anche accettata senza troppi problemi da Emelin. Fortuna che il finale arriva a risollevare un po' questa mancanza di eventi con un colpo di scena che mette a repentaglio ogni cosa e si chiude con un cliffhanger, uno che fa ovviamente desiderare di avere già il seguito tra le mani!

Federica

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