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Ragazza sotto ombrello colorato, giorni di pioggia

[Recensione] “What remains of you” di Lexie Miller

Buongiorno!

Oggi recensione extra! È un contemporary e military romance con due protagonisti feriti e forse incapaci di essere davvero felici. What remains of you di Lexie Miller, pubblicato da Heartbeat Edizioni (che ringrazio per la copia digitale del romanzo).

cover

Titolo

What remains of you

Autore

Lexie Miller

Editore

Heartbeat Edizioni 

Pubblicazione

Maggio 2026

Genere

Contemporary romance 

Formato

Cartaceo (15,90€) ~ Digitale (3,99€)

Pagine

341

Acquisto

Si può provare a cambiare vita puntando il dito su una cartina geografica?

Secondo Tyler Murray, ex militare scorbutico e arrogante con una insana passione per il Martini Dry, la risposta è sì.

La piccola cittadina di Jackson Town sembra perfetta per accogliere la sua anima solitaria e burrascosa. Tra una cameriera sexy e un nuovo amico pronto a offrirgli un lavoro, Tyler intraprende un viaggio interiore per cercare di espiare la sua essere sopravvissuto alla guerra e al suo amico Farid.

A cambiare le sorti della sua esistenza, però, è l'incontro con una giovane donna.

Zoe Walsh è una ragazza luminosa e autentica, o almeno è così che appare agli occhi di tutti. Dolce e sorridente, è una inguaribile ottimista nonostante una vita segnata dalla perdita dei genitori e da una relazione tossica che ha lasciato in lei un profondo senso di inadeguatezza.

Quando la sua strada si incrocia con quella del misterioso Tyler, ogni certezza vacilla. Persino l'idea che Zoe ha di sé stessa.

Perché l'amore, quando arriva, non conosce confini e abbatte i muri della solitudine e del pregiudizio.

Il destino sembra offrire loro una seconda occasione, ma Tyler e Zoe saranno pronti a coglierla imparando a vedere il mondo l'uno attraverso gli occhi dell'altra? 

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Come sergente dei Marine Tyler ha visto morire il suo commilitone e amico e ora, un anno dopo, si è rintanato in una cittadina sperduta del Wyoming nella speranza di annegare nel Martini Dry il senso di colpa per essere sopravvissuto. Ha lasciato Washington, gli affetti e passa le giornate nella speranza di ignorare i consigli del suo terapeuta, ubriaco marcio e alla ricerca di sesso facile per dimenticare.

Zoe ha perso tutti tranne sua nonna e adesso è pronta a ricominciare a vivere, a mantenere la promessa fatta a suo papà e a tornare a lavorare al Deep, il pub di Larry, l’uomo che è come un secondo padre per lei e che spinge lei e il suo animo solare a comprendere l’uomo taciturno arrivato in città.

Ma il primo incontro tra Zoe e Tyler non è dei migliori, lui uno scorbutico che attira la curiosità di lei ma senza darle la voglia di andare oltre la superficie. Almeno finché il Deep non finisce quasi a fuoco. Salvato da un intervento di Tyler, Larry e il locale affrontano dei lavori di ristrutturazione portati avanti proprio da Tyler, mentre Zoe, e le altre cameriere Gwenda e Susie, aiutano a sistemare il disastro che avrebbe potuto portare via tutto.

Lui è un uomo più grande e bello da far girare la testa, con quel carattere irascibile che è proprio ciò che mi attira.

Tra musica, lavori e una convivenza nella stessa casa, Zoe e Tyler impareranno a conoscersi, a capirsi e a vedere oltre le barriere che hanno eretto, diventando forse amici e confidenti, ma non qualcosa di più, mai, nonostante la crescente attrazione tra loro. Non solo per la grande differenza d’età (14 anni), ma soprattutto perché Zoe non vuole intralciare la relazione tra Tyler e Gwenda, nonostante lui la consideri solo come qualcosa di fisico e non impegnativo.

Potranno però due anime ferite trovare il modo di stare insieme? O finiranno per ferirsi a vicenda e perdere ogni cosa?

Alloraaaaaaa da dove iniziare? What remains of you è un military romance con due protagonisti feriti e atteggiamenti che mettono a rischio la loro possibilità di essere felici, pur con due caratteri opposti e altrettanto diverse scelte di vita. Ci sono emozioni a non finire, questo poco ma sicuro. Tuttavia non sempre queste permettono di superare alcune parti critiche dei personaggi, secondo me.

 Sicuramente opinione personale, ma ho fatto veramente fatica a comprendere alcuni lati del carattere di Tyler e il suo atteggiamento superficiale rispetto ai rapporti con le altre persone. Comprendo il suo essere un sopravvissuto e come questo generi un senso di colpa devastante, uno che lo porta ad avere comportamenti distruttivi verso se stesso, gli altri e i rapporti umani, ma il suo costante pensiero verso la sessualità come qualcosa di estraniante e il viverla come un “adolescente” sono stati per me due aspetti poco accettabili e giustificabili da un trentanovenne che ha visto la guerra.

La sola cosa da fare è aspettare che passi e sperare di non combinare guai, ma non so quanto resisterò.

Non è tanto il desiderio di fuga di Tyler ad avermi lasciata perplessa, quello è altamente comprensibile come lo è il fatto che utilizzi il sesso e l'alcol per metterlo in pratica, ma è il suo descriversi come sempre eccitato e pronto, anche in più occasioni consecutive. Ok, ci può stare, ma il fisico umano, soprattutto quando si porta dietro problemi psicologici, non è poi una macchina così perfetta e in lui sembra mancare una sorta di veridicità capace di renderlo davvero coinvolgente nel suo tormento emotivo.

Non aiuta il fatto che più della metà delle considerazioni che fa su Gwenda e Zoe riguardi il loro aspetto fisico, il loro essere sessualizzate in modo contrapposto (la prima procace e disinibita, la seconda più defilata e timida) e quindi descritte nel più classico cliché visto: Gwenda è la donna sicura di sé e di più facili costumi, quella che non può risolvere la macchia morale di lui; Zoe invece è la purezza, il sorriso e la sincerità che gli permettono di vedere il mondo in modo diverso. Ovviamente chissà chi verrà scelta come love interest…

Zoe stessa subisce questa situazioni ma dal lato opposto della medaglia. Lei che ha visto la vita portarle via due persone care e ottenere il supporto della sua comunità nel momento più buio della sua esistenza, quando conosce Tyler si trova ad affrontare i suoi muri, le sue contraddizioni e gli atteggiamenti un po’ autodistruttivi come se non potesse farne a meno, nonostante più volte ricorda di essere uscita da una relazione complicata e per lei tossica. È una ragazza solare per mantenere la promessa fatta a suo papà, ma con un numero incredibile di insicurezze che, ovviamente, si scontrano con la differenza d'età tra lei e Tyler e con il confronto tra sé e Gwenda. Fatica a valorizzarsi, se non quando lui fa apprezzamenti su aspetti del suo carattere della sua persona, e è molto concentrata sul giudizio esterno delle persone, un qualcosa che purtroppo non mi ha aiutato a entrare in sintonia con Zoe, almeno finché non si è decisa a prendere in mano la sua esistenza per ottenere il futuro che ha sempre desiderato.

«Non chiedermi di non amarti, Zoe, perché sei l’unica ragione che mi fa restare su questa cazzo di terra».

Non sono davvero riuscita a sentire i personaggi vicini, non tanto per età o esperienze vissute, ma per la loro capacità di dimostrarsi diversi dal cliché del sopravvissuto incapace di superare il senso di colpa e della giovane pura e descritta come una luce in grado di fargli attraversare i momenti peggiori. Avrei voluto un po' più di maturità in Tyler dal punto di vista dei rapporti fisici, una maggiore sincerità emotiva per Zoe, perché mi è davvero spiaciuto vederlo reprimere i propri sentimenti negativi pur di rispettare una promessa, come se avesse meno diritto di soffrire e di dimostrarlo.

In tutto ciò, è proprio il carico emotivo nascosto dei personaggi a essere secondo me la parte più bella e forse meno valorizzata del libro. Perché entrambi nascondono un animo complesso, delle ferite che fanno fatica a rimarginarsi e che insieme possono però provare a curare. Ecco, avrei voluto vedere meno distrazioni (per Tyler una relazione senza futuro e per Zoe il peso delle aspettative altrui) e più riflessioni serie, mature e concentrate sulla crescita di entrambi i punti di vista, capaci insieme di poter costruire qualcosa di buono, ma solo se entrambe le basi sono solide.

voto 2,5 su 5

Federica

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Federica
Caglioni

Laureata in Lettere e in Lingue.
Mi barcameno tra il mio blog letterario, le traduzioni editoriali e la scrittura.

La mia vera passione: i libri.
 

Ciò che leggo mi definisce. E ciò che scrivo mi completa.

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