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  • fedecaglioni

“The Good Earth” di Pearl S. Buck

Buongiorno 😊

Visto che nelle ultime settimane ho letto molti libri per gli esami, ho pensato di usarne qualcuno per le mie recensioni qui sul blog! Quello di questi parlo oggi è un romanzo scritto nel 1932, vincitore del premio Pulitzer e del premio Nobel!


La buona terra, che viene universalmente considerato il capolavoro della Buck, ripropone, con I’ingegno coerente e I’umana solidarietà proprie di questa scrittrice, il tema della vita patriarcale – legata alla terra e a tradizioni millenarie – del contadino cinese. Rifuggendo da artificiosi esotismi, l’opera, che rivela una profonda conoscenza della Cina così com’era agli inizi del secolo, narra la vicenda di Wang Lung a di sua moglie O-Lan, dell’eroica lotta che essi conducono contro la siccità, le devastazioni, l’avidità e il disamore dei figli per il lavoro dei campi. La terra significava per il contadino cinese il benessere, l’unione della famiglia, le tradizioni più sacre che da essa provenivano e ad esse erano legate, le virtù delle generazioni passate, le speranze di quelle future.

Wang Lung è un giovane che sta per sposarsi. È proprio il giorno del suo matrimonio, anche se sarebbe più appropriato dire che è il giorno in cui andrà a ritirare la propria futura moglie e la porterà a casa con sé. Perché O-Lan, questo il nome della giovane, è una schiava che è stata acquistata dal padre di Wang Lung proprio per fare di lei la compagna del figlio. Da una pratica comunemente diffusa e accettata, nasce un matrimonio in cui tutto sembra però funzionare bene e grazie al quale, grazie anche alla forza di carattere della moglie, Wang Lung ha la possibilità di veder migliorare la propria condizione sociale. Da povero contadino, infatti, il protagonista di questo grande romanzo di formazione vede crescere il proprio successo prima attraverso il duro lavoro nei campi, poi con un sempre maggiore impiego di risorse che lo porterà ad avere una famiglia benestante e numerosa.

If I have a handful of silver it is because I work and my wife works, and we do not, as some do, sit idling over a gambling table or gossiping on doorsteps never swept, letting the fields grow to weeds and our children go half-fed!

I am always glad when any of my books can be put into an inexpensive edition, because I like to think that any people who might wish to read them can do so. Surely books ought to be within reach of everybody.

Lo stile dell’autrice nel raccontare quello che accade lungo il corso dell’intera esistenza di Wang Lung è ricco ed esaustivo. Le descrizioni sono lunghe, complesse e a volte forse un po’ prolisse, ma necessarie per comprendere i piccoli aspetti di una cultura a noi poco conosciuta, anche storicamente più lontana rispetto a una lettura odierna. L’attenzione, però, non si concentra solo su Wang Lung. Anzi, I comportamenti e le attitudini del protagonista sono analizzate e giudicate nei confronti di un altro personaggio altrettanto importante, sua moglie O-Lan. Questo personaggio femminile, diverso dal secondo introdotto nella storia e che sarà la concubina di Wang Lung, serve a Pearl S. Buck per raccontare e descrivere un mondo nascosto all’interno della realtà cinese, cioè quello delle mogli e, più in generale, delle donne. Queste sono vittime di tutta una serie di soprusi che oggi fanno sicuramente rabbrividire e che devono essere condannati senza alcun dubbio, ma raccontano allo stesso tempo di una figura femminile che non è esclusa completamente dalla vita sociale (cosa che le lettrici degli anni ’30 credevano), ma che ha il proprio ruolo nel lavoro e nella vita domestica. Certo, è subalterno e maltrattato rispetto a quello maschile, ma testimonia comunque la propria importanza capitale, soprattutto quando si tratta di ricostruire un’esistenza minata dalle difficoltà economiche. Il romanzo di Buck, prima di una trilogia dedicata alla storia cinese, è quindi un’opera che dipinge la Cina rurale e la sua cultura in tutte le sue sfaccettature, senza idealizzarla, senza tralasciare gli aspetti positivi tanto quanto quelli negativi, generando un’empatia con il lettore che permette capire, anche se non fino in fondo, le motivazioni e i meccanismi che muovono la storia, i suoi personaggi e le loro mentalità.

È stata di sicuro una lettura molto interessante, purtroppo però un po’ prolissa in certi punti, un elemento che non ha giocato a suo favore. Un classico, questo, che sta diventando obbligatorio leggere anche qui da noi, tra le varie letture formative. Voi lo conoscevate già?

Spero che le recensioni e il libro vi abbiano incuriositi, ma anche se non dovesse esservi piaciuto, vi ringrazio per essere stati con me 😉

A domani Federica 💋

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